Perché Gasp insiste col Papu (e non gli si può dare torto)

Perché Gasp insiste col Papu (e non gli si può dare torto)
Atalanta 28 Settembre 2018 ore 08:27

Papu Gomez è il punto di riferimento offensivo dell’Atalanta di Gasperini. Le prestazioni del numero 10 nerazzurro non sono quelle dei giorni migliori ma, numeri e valutazioni di Gasperini alla mano, la scelta di insistere su di lui è legata a tanti piccoli e grandi motivi. Nel momento in cui i risultati non arrivano, però, tutte le buone ragioni del mister lasciano spazio a critiche e a domande che tanti tifosi si pongono: togliere Gomez dal campo è vietato? Perché non è uscito lui invece di Rigoni contro il Torino?

 

 

Prima i numeri: Gomez è il più coinvolto in attacco. Considerando le statistiche della Lega di Serie A, si nota subito come il Papu sia quello con i numeri più alti nei tre indicatori che riguardano occasioni da gol, assist totali e tiri verso la porta avversaria: la somma fa 24 in cinque presenze ufficiali. Con sette occasioni da rete, due assist per i compagni e quindici tiri che hanno fruttato tre gol (due con il Frosinone e uno a San Siro contro il Milan), il numero 10 della Dea precede Zapata (23) e Rigoni (22) in questa speciale graduatoria con il colombiano che ha giocato una partita in più.

Senza scendere troppo nel dettaglio di palloni giocati e bilanciamento offensivo, dire che l’Atalanta fino a quando avrà il miglior Ilicic e un Rigoni più continuo non può prescindere da Gomez sembra cosa abbastanza scontata. La squadra ha prodotto complessivamente 78 tiri e 353 attacchi alla porta avversaria, lo zampino del Papu c’è quasi sempre stato e anche su 38 corner totali, nonostante la percentuale di quelli battuti bene si sia abbassata contro il Torino, c’è sempre il suo zampino. Certo, la qualità non si misura solo con i freddi numeri, ma è chiaro che sia lui il punto di riferimento offensivo della squadra.

 

 

Ilicic, Rigoni, Pasalic e Zapata. Per motivi diversi e, speriamo, con tempi diversi, sono i quattro compagni di reparto di Gomez a suggerire di non rinunciare mai a Gomez. Ribadendo che il ragazzo deve alzare il suo rendimento e che questa non è una difesa d’ufficio da parte nostra, basta guardare la situazione del reparto offensivo per capirci fino in fondo. Ilicic l’anno scorso è stato quello che ha tirato di più e che ha avuto più occasioni pur giocando non da titolare (e Gasperini, scegliendo Cristante, non ha praticamente mai preferito lui al Papu), in questo momento ha circa 20 minuti nelle gambe (e nemmeno a grande ritmo) quindi sullo sloveno non puoi fare completo affidamento.

Rigoni è bravo, ha grandi mezzi, ma si accende a sprazzi e lo aspettiamo tutti. Mercoledì non andava tolto in quel momento e probabilmente si potevano fare scelte tattiche diverse come si era visto a Milano: con il senno di poi, vale tutto. Pasalic e Zapata (nonostante il centravanti sia in netta crescita) non sono ancora decisivi per la squadra e quindi il ragionamento del mister è molto semplice: in questo contesto di crescita e con altri elementi come Freuler che devono ancora trovare la forma migliore, meglio giocare con un Papu non scintillante che rinunciarci. Posizione opinabile ma condivisibile considerando che parliamo del miglior allenatore di sempre dei nerazzurri.

 

 

Le parole del Gasp: mi aspetto molto dal Papu. Lo stesso Gasperini, durante la conferenza stampa andata in scena prima del Milan in cui ha parlato del rinnovo del contratto, ha detto che nel nuovo corso nerazzurro ci sarà tanto da lavorare, ma che si aspetta molto dal Papu. Ha aggiunto che il nucleo su cui adesso si basa è composto da Toloi e Masiello, de Roon e Freuler più Gomez. Che un allenatore si basi su uno zoccolo di giocatori di cui si fida ciecamente è sacrosanto. Contro Spal e Torino ha tolto de Roon e Freuler per inserire Pasalic nel finale, ma le motivazioni erano diverse mentre al Papu ci ha rinunciato solo con la Roma e per un tempo con il Cagliari.

Il mister è il primo a considerare che per il suo spessore e per le sue qualità Gomez dovrebbe fare meglio. Tuttavia, in un momento in cui si stanno ricostruendo certezze dopo la batosta di Copenaghen (dove tra l’altro proprio Gomez ha fallito un rigore), Gasperini sceglie di insistere con lui. Il ragazzo non deve incaponirsi con azioni personali, probabilmente dovrebbe appoggiarsi con più continuità a Gosens e magari gli basta qualche altro gol per ritrovarsi completamente, ma di sicuro in questo momento questa Atalanta non può rinunciare a cuor leggero al suo numero 10.