In più di 200 fino a Benevento per spingere la Dea ai 3 punti

In più di 200 fino a Benevento per spingere la Dea ai 3 punti
Atalanta 18 Aprile 2018 ore 10:05

Inutile girarci attorno: contano solo i tre punti. Per continuare a sognare, per tornare a vincere, per mettere nero su bianco una differenza di valori enorme, per regalare agli oltre ducento appassionati che scenderanno da Bergamo un’altra notte di festa ma soprattutto perché l’Atalanta ha una voglia enorme di tornare ancora in Europa. La formazione di Gasperini è arrivata ieri sera a Benevento dopo il viaggio aereo e il trasferimento in bus da Napoli; le assenze sono tante ma non ci sono alibi: una squadra che ha 49 punti e li ha strameritati sul campo deve giocare per vincere contro chi ne ha finora incamerati solo 14 in 32 partite.

 

 

L’insidia più grande si chiama sottovalutazione. Anche se abbiamo noi per primi sottolineato come il Benevento sia una squadra che attraversa un bel momento e che, addirittura, in stagione è l’unica squadra insieme al Real Madrid ad essere riuscita a segnare un gol sia all’andata che al ritorno a una corazzata come la Juventus, i valori in campo sono clamorosamente e nettamente diversi per poter pensare che la partita nasconda difficoltà difficilmente superabili per l’Atalanta. Di certo non sarà una passeggiata, come in tutte le gare di Serie A, ma ha ragione Gasperini quando dice che i risultati di campionato confermano come ogni turno nasconda tante insidie. Trascinati da questo attaccante maliano di nome Diabatè (6 gol in 7 partite, terza doppietta consecutiva insaccata a Reggio Emilia con il Sassuolo domenica pomeriggio), i giallorossi stanno lentamente scivolando verso una retrocessione che ormai è certa, eppure regalano delle piccole gioie ai propri tifosi. Due turni fa, contro la Juventus, il 2-4 maturato sul terreno del Vigorito è parso quasi miracoloso, ma anche contro il Sassuolo sono arrivati i gol e il primo punto lontano da casa. L’Atalanta deve andare in campo e fare la sua partita come ha sempre fatto, il resto non potrà che venir da sé.

Vincere per allungare, il turno è favorevole. Un successo in casa del Benevento permetterebbe agli orobici di salire a quota 52 in classifica con cinque giornate ancora da disputare, di cui tre a Bergamo e due (Roma con la Lazio e Cagliari) fuori casa. Torino-Milan e Fiorentina-Lazio sono partite importanti che si giocano questa sera e che vanno guardate con attenzione per fare i conti: se il Milan vincesse (53 punti, salirebbe a 56), per il Torino (46 punti) la ricorsa europea finirebbe in modo quasi definitivo; in qualsiasi altro caso l’Atalanta avvicinerebbe i rossoneri in modo sensibile tenendo comunque a distanza i granata che domenica arriveranno a Bergamo. La Fiorentina è reduce dallo 0-0 con la Spal e affronta una Lazio che ha un bisogno estremo di punti per tenere le distanze ridotte con l’Inter. Se i gigliati non dovessero fare bottino pieno, l’Atalanta potrebbe ritrovarsi davanti o al massimo a pari punti ma con una miglior differenza reti e quindi è chiaro come sotto Città Alta un po’ tutti faranno il tifo per Torino e Lazio in modo da puntare a una Dea sempre più vicina al ritorno in Europa. Dettaglio importante: meno giornate mancano più alto è il peso specifico delle vittorie.

 

 

Le scelte del Gasp: Barrow parte in panchina. Sul fronte della formazione, il tecnico atalantino Gasperini non ha molte alternative. In porta ci sarà Berisha, davanti a lui sono out Palomino (gonalgia) e Toloi (squalificato) e dunque giocheranno Mancini, Caldara e Masiello con Bastoni e il giovane Del Prato a disposizione. In mezzo al campo Gasperini ha detto di non voler cambiare nulla e quindi ci saranno ancora de Roon e Freuler con Cristante leggermente avanzato e due esterni di corsa come Gosens e Hateboer. In avanti, dopo la bella prova di sabato nel primo tempo, il giovane Barrow è destinato alla panchina, con Petagna e Gomez chiamati a regolare il prima possibile la pratica Benevento. Le alternative in panchina non sono particolarmente importanti (ci sono i giovani Kulusevki e Latte Lath, ma non Ilicic, Spinazzola, Rizzo e Melegoni) e bisogna mettere in conti che sarà necessario fare molta fatica per vincere una partita davvero importante.

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