Segnali chiari

Poche parole, tanti fatti e nessun problema a investire: perché la mossa Raspadori dice molto

Chiudere operazioni così importanti in poche ore è segnale di grande forza, di volontà di crescere e di idee che sono ben delineate

Poche parole, tanti fatti e nessun problema a investire: perché la mossa Raspadori dice molto

«Mercato? Numericamente siamo a posto»: lo aveva detto l’ad dell’Atalanta, Luca Percassi, prima della sfida con il Torino. Verità? Certo, ma questo non ha impedito di portare avanti l’acquisto di Raspadori dall’Atletico Madrid.

Quello che succederà nella seconda parte del mese di gennaio è tutto da vedere, le partite vanno avanti e l’Atalanta in campionato vuole risalire, mentre in Champions ci sono gli ottavi di finale da centrare: sarebbe un miglioramento importante rispetto all’anno scorso.

In attesa di capire i contorni economici definitivi dell’ingaggio di Raspadori, non si può sottacere il fatto che l’Atalanta, quando vuole un giocatore, si siede al tavolo, mette sul piatto soldi veri per l’acquisto a titolo definitivo e conclude. Quante sono le società in Italia che possono farlo? Quante sono quelle che lo fanno?

Gli acquisti si possono anche sbagliare, è il calcio. Ma la volontà di investire per migliorare la squadra è sotto gli occhi di tutti e in un momento in cui, ad esempio, i campioni d’Italia non possono operare se non a saldo zero perché non hanno tutti i numeri a posto, l’Atalanta agisce. Con tanti che vendono prima di comprare o vendono e basta, l’Atalanta compra.

La sensazione (e non solo quella) è che non sia finita qui. Vedremo come sarà il gruppo alla fine dei giochi, ma il segnale è chiaro: l’Atalanta non ha nessuna intenzione di fermare la sua risalita, Palladino spinge e la società cerca di migliorare la rosa a sua disposizione. È l’unica via da percorrere per tornare grandi e nessuno, nelle stanze che contano, lascia pensare che ci sia la volontà di tirarsi indietro. Lo dicono i fatti, le operazioni, le scelte.