Diamanti gioca già da leader ma dietro si balla un po’ troppo

Diamanti gioca già da leader ma dietro si balla un po’ troppo
Atalanta 30 Gennaio 2016 ore 20:51

Nel giorno dell’addio a Denis, non passa in secondo piano l’ottima prova di Diamanti. Alino entra dopo 20 minuti e si carica la squadra sulle spalle, dando equilibrio al gioco di Gomez, troppo spesso menestrello solitario nel 3-5-2. Sarà una chiave anche nelle prossime gare? Dietro, invece, Cherubin, Masiello e Dramé ballano un po’ troppo.

Sportiello: 6,5. Nessuna colpa sul gol, poi il solito match da comandante della retroguardia. Perfetto nel secondo tempo quando esce basso su Falcinelli: una frazione di secondo dopo sarebbe stato rigore.

Toloi: 6. Attento e ordinato, ma la sua gara dura troppo poco. Esce per infortunio dopo 23 minuti. (dal 23’ Diamanti: 7. Pronti-via e si beve due avversari con un gioco di gambe di stile. Poi è una furia per tutta la gara e, ancor di più, dimostra doti da leader prendendosi la squadra sulle spalle).

Cherubin: 5. L’attacco neroverde è scomodo, veloce e intraprendente, ma lui, insieme ai compagni di reparto, va in panne. Sulla rete di Berardi è troppo leggero nel contrasto, lasciando ballare in area una sfera che andava solo spinta in rete.

Masiello: 5,5. Primo tempo con la lingua fuori a contrastare Falcinelli, meglio nella ripresa dove si concede pure qualche uscita palla al piede.

Dramé: 5,5. Là a destra Vrsaljko è un assassino a piede libero, e il senegalese fa pochissimo per limitarlo. Sul gol la colpa è prima di tutto sua. Nel primo tempo soffre da matti, poi riesce a reagire.

Kurtic: 6,5. Jasmin non gioca affatto male, seppur più di una volta rischia di scadere nell’atteggiamento di sufficienza che troppe volte quest’anno lo ha contraddistinto. Stavolta lo fa poche volte, e il rigore conquistato è merito anche della sua determinazione. (dal 71’ Migliaccio: 6. Entra quando servono centimetri e muscoli, elementi che non risparmia mai).

De Roon: 7. L’olandese si dimostra sempre di più il perno della squadra. Dalle sue parti c’è Duncan, non certo uno stilnovista per modo di gioco: eppure Marten regge il confronto, lotta su ogni palla e limita gli errori al minimo.

Cigarini: 7. Di gara in gara Luca si dimostra sempre più adatto al ruolo di mezz’ala, guadagnando personalità, movimento e tempi.

Conti: 6,5. Finché Reja adotta il 3-5-2 pare ispirato e spinge, poi il 4-3-3 lo incardina dietro a soffocare Berardi. Ma il terzino di Lecco se la cava alla grande.

Gomez: 6,5. La sua pagella è la più difficile, perché da lui ci si aspetta sempre molto. Ma fino al cambio di modulo il Papu è solo corsa disperata e dribling tentati, mancando nel ruolo di animatore del gioco di squadra. Quando Diamanti lo affianca sul lato opposto la musica diventa diversa.

Denis: 7. Entra e già si lascia sfuggire qualche emozione, sgomita e combatte. Poi sbaglia il rigore, ma si rialza all’istante e segna. Nelle migliori favole succede così no? L’abbraccio con i compagni a fine gara è la cartolina più gradita che si porterà in Argentina. (dal 80’ Borriello: sv. Entra e guadagna un corner, poi però non trova la palla giusta).

Reja: 6,5. L’infortunio di Toloi lo costringe a cambiare in corsa, lui è bravo a capire che per il 3-5-2 non è giornata e torna al 4-3-3 lanciando Diamanti. Forse Borriello poteva entrare prima, ma nella sera della festa di Denis come si fa a sostituirlo?

Sassuolo: Consigli 6,5, Vrsaljko 7, Antei 6, Acerbi 6, Longhi 5,5, Biondini 5,5, Magnanelli 6,5, Duncan 5,5, Berardi 5,5 (90’ Politano sv), Falcinelli 6 (72’ Trotta sv), Defrel 5 (72’ Sansone sv). All. Di Francesco 6

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