L'editoriale di Xavier Jacobelli

Riecco la magnifica EuroDea: questo è calcio spettacolo da insegnare a Coverciano

Riecco la magnifica EuroDea: questo è calcio spettacolo da insegnare a Coverciano
21 Ottobre 2020 ore 23:16

di Xavier Jacobelli

Il primo tempo dell’Atalanta sul campo del Midtylland dovrebbe essere proiettato nelle aule di Coverciano per insegnare come si gioca a calcio. Intensità, velocità, qualità. Nemmeno il diluvio universale abbattutosi sul terreno di gioco ha fermato lo spettacolo danese della Dea che per cinque minuti ha lasciato sfogare la matricola della Champions League, castigandola poi con Zapata, l’eurogol di Gomez e il sigillo di Muriel e chiudendo la partita con la perentorietà delle Grandi.

Nella ripresa, Gasperini ha cambiato mezza squadra, ha ripresentato Ilicic che sta sempre meglio e ha sfiorato il quarto gol, abbiamo rivisto Pessina, è entrato in campo Miranchuk con tutta la sua classe che gli ha consentito di presentarsi con quello splendido tiro a giro che ha superato Hansen, siglando il poker. Tredici mesi fa, a Zagabria, i nerazzurri avevano debuttato malissimo nel massimo torneo continentale, prendendo 4 gol. Tredici mesi dopo, in Danimarca, hanno incantato con una prova spaziale, segnando 4 gol. Come sospettavamo, Napoli è stato un incidente di percorso, scaturito anche dall’impossibilità di Gasperini di allenare il battaglione di nazionali assente da Zingonia per dodici giorni. Ma ridate in mano a Gian Piero i suoi uomini e la macchina da gol che ha costruito e si rientra in azione a ritmi infernali.

Vincere in trasferta in Champions League è sempre un’impresa ardua; imporsi con quattro gol di scarto significa avere la caratura tecnica di una formazione che può compiere un simile exploit soltanto se è pienamente consapevole della propria forza. L’Atalanta lo è e si vede. Chiunque lavori con Gasperini, migliora se stesso e migliora la squadra. Prendete Romero: incerto al San Paolo, splendido in Champions, a tal punto da dettare anche un assist vincente.

E vogliamo parlare di Zapata, Muriel, de Roon, dell’immenso Gomez? Herning è stata teatro di un autentico capolavoro creato sotto la pioggia. Non è stato il primo. Non sarà l’ultimo.

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