Foto di Atalanta.it
Dell’ex nerazzurro che ha firmato con una tripletta la finale di Dublino, Jonathan Rowe ha preso il numero 11. Era di Lookman, adesso è di questo ragazzo classe 2003 che è nato in Inghilterra e che avrà il compito di alzare i giri del motore nerazzurro nel giro di pochissimo tempo.
Già sabato sera (5 settembre), all’Olimpico a gara in corso, servirà probabilmente un po’ del suo sprint, prima dell’esordio casalingo del sabato successivo contro il Cagliari.

Prendere Rowe sul filo di lana impegnando 40 milioni di euro (bonus compresi) è qualcosa di sensazionale, soprattutto considerando che per effettuare l’acquisto più costoso della storia nerazzurra non è partito nessun big della squadra. Carnesecchi è qui, Scalvini è qui, Ederson è qui, De Ketelare è qui e i soldi sono arrivati da Palestra (60 milioni, era al Cagliari) e Ahanor (47 milioni), entrambi finiti al Chelsea, società potentissima con cui abbiamo ottimi rapporti.
Con l’inglese e Kessie variano anche le possibili scelte di modulo (il 4-2-3-1 è tutt’altro che da trascurare) e fa niente se non è arrivata la ciliegina sulla torta con un difensore di piede mancino. Ci hanno provato, più con Cabal che con Romagnoli, ma non se n’è fatto nulla.
Gli uomini ci sono. Adesso toccherà far fatica, ma la faremo, che problema c’è? La squadra è forte, i “problemi” sono tutti di Sarri, che deve farla diventare anche vincente. Nella singola partita così come sul lungo periodo.