Mister Sarri, alla vigilia di Atalanta-Pafos, ha messo in guardia un po’ tutti sulle difficoltà che una gara del genere nasconde. E ha parlato di umiltà, qualcosa che in certe serate non deve mai mancare.
«Mi aspetto la classica partita europea, difficile – ha detto il tecnico ieri (14 ottobre) in conferenza stampa -. Bisogna prendere atto di certi cambiamenti che sono avvenuti. In Italia le medio-piccole sono cresciute tanto, ma anche in Europa succede qualcosa di molto simile. Lo vediamo in tante situazioni. Il Pafos l’anno scorso ha fatto una buona Champions, sono caratterizzati da valori tecnici interessanti, con giocatori brasiliani e portoghesi che hanno grandi doti di palleggio. Bisogna avere l’umiltà di accettare i momenti di sofferenza. Questo è fondamentale».
La fotografia del tecnico nerazzurro alla vigilia del match è chiara e onesta. Dopo aver giocato lunedì sera con il Venezia, non c’è stato nemmeno tempo di preparare a dovere l’esordio in Conference League.
«Per ora abbiamo fatto un po’ di scarico nella seduta di martedì e la preparazione della gara inizierà con la seduta di rifinitura. Il calcio moderno è diventato questo, tre gare in sei giorni non permettono di fare altro. La mia opinione? È qualcosa che non mi piace, sono un po’ d’accordo con le curve, ma il calendario è questo e andiamo avanti. Chi gioca? Le decisioni sono ancora da prendere, in questo momento è fondamentale tenere in ballo più giocatori possibili».
L’avversario di serata è il Pafos del ds Giaretta e del difensore ex Chelsea, David Luiz. Ma non solo. «A chi conosce il calcio, è molto chiaro che il Pafos è una squadra di livello. Se la valutazione si fa solo sul nome significa essere superficiali. Noi che siamo dentro conosciamo bene il livello di questa squadra, è elevato e non deve rappresentare una sorpresa. Va tutto messo nelle previsioni».
Una gara complicata, che va presa in modo serissimo per iniziare con il piede giusto un’altra stagione europea.