Maurizio Sarri ha parlato ieri (21 ottobre) dalla pancia della Johann Cruijff Arena con il piglio deciso di chi ha solo un pensiero: lavorare al massimo per ottenere quello che il popolo atalantino, la società e il gruppo si aspettano, ovvero una Dea sempre migliore. Ai microfoni della stampa, il tecnico chiarisce alcuni concetti. È serafico ma pungente e ha detto molte più cose di quanto non possa sembrare.
«I 30-40 minuti che la squadra ha fatto così bene, con risultati non buoni ma buonissimi, nelle ultime partite mi hanno soddisfatto. Ci sono un paio di cose che stiamo facendo come voglio e con continuità. Non dirò nemmeno sotto tortura se giocheremo con un modulo o con un altro, ma credo che in questa fase dobbiamo lavorare per cercare di limitare ed evitare questo cambio di rendimento dentro la stessa partita». Quindi aventi con il 4-2-3-1, vien da pensare.
Quella di questa sera ad Amsterdam sarà una gara importante, un passaggio che lo stesso Sarri considera pesante dentro il percorso europeo: «Loro sono una squadra tecnica, mi hanno meravigliato per il palleggio, hanno grandi valori calcistici. Giocano in un contesto bellissimo (lo stadio sarà esaurito nei posti riservati agli olandesi, 2.300 i bergamaschi al seguito, ndr) e credo che sarà una sfida molto interessante ed emozionante da giocare».
De Ketelaere, da come ha parlato Sarri, sarà ancora al centro del gioco: «Prima o poi, se si continua a giocare con questo ritmo, succederà anche a lui di andare in panchina – ha detto il mister -. Se noi da lui vogliamo che faccia la differenza, allora lo dobbiamo supportare sempre, soprattutto in questo momento. Quando tirerà fuori tutto quello che può dare con continuità saranno tutti lì ad abbracciarlo, ma noi è adesso che dobbiamo fare quadrato».
Chiusura importante sulle critiche: «Io non leggo e non ascolto niente, non so se ci sono critiche e sinceramente non mi interessa. Klopp, che è un grandissimo, disse che un allenatore il primo anno non si può giudicare, infatti lui arrivò ottavo prima di vincere tutto. Anche parlare della Conference e della voglia di vincere credo sia prematuro: pensiamo a passare il turno tra le prime otto, penso che servano 13-14 punti per riuscirci, quindi andiamo in campo e lavoriamo per quello».
Dei 2.300 bergamaschi al seguito ha parlato durante il suo intervento Bellanova, protagonista di un grande avvio di stagione e sempre molto attento al modo in cui i tifosi nerazzurri seguono e sostengono la squadra: «Sono contento di quello che sto facendo, ho cercato di essere fin dal primo giorno di ritiro sul pezzo e Sarri mi è stato sempre vicino. Siamo qui per fare una partita importante, con noi ci saranno 2.300 bergamaschi a cui dobbiamo solo dire grazie. Ci sono sempre, sia che vinciamo, sia che perdiamo».