Era provato, mister Sarri, in conferenza stampa. Stanco anche lui per le 4 partite in 12 giorni, certo non di giocarle ma la preparazione è comunque una cosa impegnativa. E chissà quante sigarette e quanti pensieri ci ha dedicato il condottiero della Dea. Quando ha parlato ai giornalisti ha detto chiaramente che il risultato è importante e lo rende felice per la gente che fino all’ultimo ha sostenuto la squadra dentro uno stadio che lo rende a suo agio. Ha usato proprio queste parole.
Nella sua analisi del match il comandante è stato chiarissimo su un concetto. Nonostante 1 solo gol preso in 4 partite tra campionato e coppa, Sarri è preoccupato della fase difensiva. Non della difesa, non degli uomini ma della fase. «Se portiamo pressione con un uomo e il secondo è distante 20 metri, fanno un passaggio e la saltano, quindi non serve. Questo atteggiamento e questo tipo di impostazione in recupero del pallone dobbiamo averli di squadra e non singolarmente».
Sentire il tecnico nerazzurro parlare di calcio è un piacere, si capisce proprio in ogni passaggio che non è uomo da frasi fatte ma ci mette sempre quel qualcosa che ti fa capire il concetto che esprime, non ti abbindola con le parole ma ti coinvolge con la valutazione che sta proponendo. E la fase difensiva, pensando anche al rendimento del centrocampo nella partita contro il Bologna, lo ha fatto riflettere. Chiaro che la stanchezza pesa, già la Dea è in costruzione e ha pure infortuni che infastidiscono e poco tempo per lavorare. Ma Sarri ha ben chiaro cosa c’è da fare.