Per scrivere la storia, stasera dobbiamo essere tutti uniti

Per scrivere la storia, stasera dobbiamo essere tutti uniti
30 Gennaio 2018 ore 10:13

Ci siamo, è il giorno della prima grande sfida che attende l’Atalanta nel prossimo mese tra campionato e coppe. I nerazzurri di Gasperini questa sera alle 20.45 scenderanno in campo a Bergamo contro i campioni d’Italia della Juventus e in palio c’è la finale di Coppa Italia in doppia sfida. Nulla sarà completamente deciso sul manto erboso dell’impianto orobico ma è chiaro a tutti che per sognare davvero la finale di Roma i nerazzurri devono costruirsi davanti al pubblico amico un risultato importante.

 

 

Stadio quasi pieno, entusiasmo alle stelle. Di fronte a quasi diciottomila spettatori, sarà nutrita la rappresentanza di juventini, probabilmente in ogni settore dello stadio. Gasperini e i suoi ragazzi proveranno a fare l’impresa. Non è una gara come le altre, probabilmente per una serie di combinazioni è la partita più difficile che l’Atalanta gioca da molti anni a questa parte ma dalle parti di Zingonia non c’è nessun timore: undici saremo noi e undici saranno loro, giochiamoci questa sfida. L’entusiasmo della gente è alle stelle, la voglia di misurarsi con un gruppo pieno di campioni è altissima e sebben le difficoltà siano oggettive (sei scudetti e tre vittorie in Coppa Italia di fila per gli uomini di Allegri) l’Atalanta non parte assolutamente battuta. Nell’ambiente orobico l’attesa è altissima, paradossalmente la qualificazione all’Europa League è molto più vicina attraverso la vittoria della Coppa Italia (tre partite prima della finale) che attraverso il campionato, ma è ovvio che il livello di difficoltà sia molto diverso. La squadra di Gasperini autorizza a sognare, questi ragazzi ci hanno ormai abituato a imprese da urlo e la vittoria col Sassuolo è solo l’ultima gemma di un percorso da sogno che dura da ormai un anno e mezzo.

 

 

Juve senza Dybala, Atalanta con Papu. Le scelte dei due allenatori le vedremo direttamente allo stadio, ma certamente non saranno della partita due elementi bianconeri di massimo valore come Dybala e Cuadrado. Il numero 10 argentino è stato protagonista nella sfida di campionato contro i nerazzurri nonostante il rigore fallito, ma il problema muscolare accusato a Cagliari lo terrà fuori fino a febbraio inoltrato e alla Juventus mancherà di certo. L’esterno colombiano è invece fermo per pubalgia, dovrà essere operato e per almeno tre mesi starà lontano dai campi. Nella Dea torna titolare il Papu Gomez, insieme a lui nel tridente dovrebbero esserci Ilicic e Cristante, con Petagna e Cornelius in panchina per uno schieramento che può facilmente trasformarsi da 3-4-3 a 3-4-1-2 o 3-5-2 (come in Europa League) grazie al movimento di Cristante. In difesa tornerà Caldara insieme a Toloi e Masiello (in porta va Berisha) mentre sulla linea mediana sono confermati de Roon e Freuler, con Hateboer, Gosens e Castagne a giocarsi due posti. In panchina, spazio nuovamente al giovane Barrow e chissà che Gasperini non si inventi qualcosa per lanciarlo nella mischia a partita in corso.

 

 

Vincere senza subire gol: il risultato perfetto. Pensando alla qualificazione, il top per l’Atalanta sarebbe vincere senza subire gol. Non a caso, il tecnico della Juventus Allegri in conferenza stampa ha parlato della necessità di trovare la via della rete in questo primo round sul campo di Bergamo e quindi gli osservati speciali saranno i tre difensori atalantini che se la vedranno con i tre attaccanti bianconeri. Gasperini, sia alla vigilia di Sassuolo-Atalanta che nel dopo partita di Reggio Emilia, ha ribadito il concetto: per puntare alla finale dobbiamo vincere. Il risultato perfetto è dunque una vittoria con la Juventus al palo; per cercare di ottenerlo sarà fondamentale la spinta del pubblico e allora chiudiamo questa presentazione con un appello. Sui social e tra la gente in questi giorni si è fatto un gran parlare di mercato e delle dichiarazioni di Gasperini: ogni discorso è lecito ed è normale che l’Atalanta faccia parlare e discutere i suoi tifosi. Questo però è il momento di mettere da parte i ragionamenti, prendersi il cuore in mano e metterlo al servizio dei colori nerazzurri. Tutti, indistintamente, possiamo dare un contributo per spingere la Dea in finale: non tiratevi indietro, con tutto quello che avete in corpo venite e date una mano. È dura, anzi forse di più. Loro sono oggettivamente più forti ma il calcio vive e fa sognare anche per tante piccole grandi favole che restano nella memoria e scrivono pagine da sogno da raccontare ai nipoti. Siamo bergamaschi e non abbiamo paura di nessuno: testa alta, petto in fuori e tutti uniti per vincere. Il Gasp ci crede, e voi?

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