Una settimana al via: come sta l’Atalanta?

Una settimana al via: come sta l’Atalanta?
25 Agosto 2014 ore 10:57

Manca meno di una settimana al via del campionato di serie A. Con il mercato ancora in fermento, le operazioni si chiuderanno lunedì 1 settembre alle ore 23, quasi tutte le società sono alla ricerca degli ultimi ritocchi, ma senza preoccuparsi troppo degli altri la domanda che serpeggia tra i tifosi e gli addetti ai lavori bergamaschi è solo una: come sta l’Atalanta?

I risultati del precampionato possono ingannare, un filotto simile tra amichevoli e Tim Cup non si ricordava da tempo, ma seguendo il lavoro sul campo sono tanti motivi per cui essere fiduciosi e rimangono soltanto un paio i punti interrogativi.

Condizione fisica. L’Atalanta non ha avuto alcun intoppo nelle sei settimane di lavoro preparatorio. A parte qualche prevedibile affaticamento, l’unico trauma è arrivato per Baselli ma in condizioni totalmente fortuite (scontro con Grassi durante una partitella a Rovetta). La squadra ha dimostrato in ogni partita di avere buonissima gamba e ci sono giocatori che sembrano già al top come Zappacosta, Dramè, Boakye e Bonaventura.

Qualcuno è ancora in rodaggio, Denis su tutti, ma il 4-4-2 che Colantuono sta progettando sfrutta molto più che in passato le corsie esterne ed è logico pensare che i giocatori più in forma verranno scelti di domenica in domenica. Da quest’anno, ogni singolo componente della rosa verrà monitorato con un sistema GPS. Chilometri percorsi, velocità, spostamenti e tutti gli altri dettagli della prestazione finiranno in un grande cervellone controllato dal professor Montesanto con l’obiettivo di avere sempre ben chiara la condizione fisico-atletica dei calciatori.

Sviluppo del gioco. Fin dai primi giorni del ritiro, Colantuono è stato chiaro e ha lavorato sul 4-4-2. Nessun esperimento: sono arrivati tanti esterni (Estigarribia, D’Alessandro, Spinazzola e Molina, più Bonaventura e Raimondi già in rosa) e si è lavorato sempre sui cambi di campo. Palla all’interno e tracciante sull’esterno opposto, con il terzino in sovrapposizione e le punte in area di rigore ad attaccare la porta. L’esterno alto dell’altra fascia a chiudere sul secondo palo e un centrocampista centrale che si inserisce.

L’obiettivo è quello di alternare la giocata dalle fasce alle percussioni centrali, portando sempre 4-5 uomini in area per attaccare la porta e tenendo il baricentro della squadra alto senza perdere equilibrio. Il gol contro il Pisa firmato da Spinazzola è l’esempio di come, fraseggiando palla a terra, la punta può smistare sull’esterno che si inserisce. Il gol di Boakye con il Chievo dimostra di come dalla fascia si cerchi l’uomo nel cuore dell’area per la deviazione vincente.

Particolare importante: in tutto il precampionato, nessun difensore ha fatto gol. Quindi tutte le marcature sono arrivate o da calcio piazzato o da azioni manovrate provate in allenamento e tradotte sul terreno di gioco.

Il reparto offensivo. German Denis non è ancora al top della forma. Contro Chievo e Pisa ha indossato la maglia da titolare, con Maxi la ricerca dell’intesa è continua, ma oggi il tecnico nerazzurro ha la grande fortuna di poter scegliere alternative già molto ben inserite. Boakye ha una fame incredibile, il ghanese lascia sempre la sensazione di essere pronto a colpire e l’intesa con Bianchi migliora a vista d’occhio. Dovessimo guardare le ultime prestazioni, nella prima partita contro il Verona non sarebbe folle pensare ad una coppia d’attacco Bianchi–Boakye. La sensazione è che nonostante la buona prova offerta con il Pisa in Tim Cup sia Maxi Moralez a rischiare la panchina.

Nessun dramma, s’intenda. E’ fondamentale però sottolineare come multiple soluzioni offensive garantiscano possibilità di scelta che forse l’anno scorso non erano di questo livello. Le alternative stimolano i titolari e garantiscono giocate e gol che saranno molto preziose. Non più sperando in un bomber solo, ma cercando di raggiungere risultati con tutto il reparto.

I punti interrogativi. Che Atalanta rimarrà dopo il mercato? Quali big partiranno? Cigarini e Bonaventura? Solo uno dei due? Qualche altro pezzo da novanta? Tante domande, pochissime risposte. Per il mercato quelli che arrivano saranno 7 giorni caldissimi e anche se non ci sono ancora riferimenti certi e offerte concrete per i gioielli orobici, le voci e gli uomini mercato non mancano di certo. Chiudere il “sistema conti” all’inizio della stagione offrirebbe una sicurezza ulteriore anche per la società.

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