I sorrisi di Pesic e Berisha e Sartori che blinda Kessie

I sorrisi di Pesic e Berisha e Sartori che blinda Kessie
14 Settembre 2016 ore 16:33

L’Atalanta ha presentato a Zingonia gli ultimi due acquisti del mercato estivo. L’attaccante Pesic e il portiere Berisha hanno posato sorridenti per fotografi e televisioni, ma la presenza del direttore tecnico Sartori ha permesso di chiudere al meglio gli oltre 3 mesi di voci e di trattative nerazzurre e di mettere parecchi puntini sulle “i”. L’ex ds del Chievo ha risposto a tutte le domande e ha chiarito tante situazioni, da Sportiello a Paloschi passando per il modulo, la rosa a disposizione e l’incredibile ascesa di Kessie: ce n’è per tutti i gusti.

 

20160914_133423

 

Sportiello, Berisha e la concorrenza. «Storicamente l’Atalanta, soprattutto negli ultimi anni, ha sempre avuto 3 portieri di completo affidamento e non due più un giovane. Addirittura, nel 2013/2014, partirono per il ritiro in 4: Consigli, Frezzolini, Polito e lo stesso Sportiello. Abbiamo avuto al possibilità di prendere Berisha e abbiamo deciso di dare un’ulteriore alternativa a Gasperini indipendentemente da Sportiello. Vi dico di più: se fosse andato via il nostro numero 57 titolare, avevamo già bloccato un ulteriore estremo difensore. Il nome non lo dico (era Belec del Carpi, ndr), ma questo fa capire quella che era veramente la nostra strategia. Ora l’Atalanta ha Sportiello, Berisha e Bassi, la concorrenza è aumentata rispetto alle prime settimane di ritiro e siamo convinti che questo possa fare solo bene a tutti: se ci dovessero essere delle problematiche con Sportiello, c’è pronto l’ex numero uno della Lazio».

Le voci su Sportiello a Napoli o Firenze. «Abbiamo sempre detto che con il Napoli non c’è mai stata nessuna trattativa aperta. E oggi siamo qui a confermarlo. Capisco che in fase di mercato voi giornalisti spesso inseguiate tutte le voci, però gli spifferi possono arrivare davvero da chiunque: dal procuratore, da chi avrebbe interesse che andassero in porto certi trasferimenti oppure da chi ragiona sulla necessità di una squadra e prova a sparare nomi sperando di prenderci. A volte succede, ma altre no. Su Sportiello, il penultimo giorno, è arrivata la Fiorentina. Prima un semplice scambio di battute e poi qualcosa di più concreto, ma la verità è che non ci sono mai state le condizioni tecniche né economiche per fare un’operazione di questo tipo nelle ultimissime ore».

La dichiarazione mai fatta da Sartori. «Io non ho mai detto che Sportiello sarebbe andato via, mi hanno contattato e ho semplicemente dichiarato che non sarebbe andato a Napoli. È una cosa molto diversa, come è molto diverso quello che ho detto rispetto a quello che hanno scritto. Ci sono in giro tantissimi siti che scrivono di mercato, una mezza voce viene ripresa parecchie volte e in ogni occasione è possibile che venga stravolta. Lo dico, l’ho ribadito e lo faccio ancora: con il Napoli non c’è stata nessuna trattativa per Sportiello».

 

Sportiello

 

Rosa ampia e cessioni mancate. «Il nostro allenatore è abituato a lavorare con un gruppo un po’ più ristretto e in base a questa indicazione abbiamo provato a soddisfare l’esigenza in sede di mercato. Purtroppo non siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo. Questo non dipende sempre da noi o dal mercato ma ci sono tante componenti: è vero che la rosa è un po’ più ampia rispetto a quanto volevamo, però va detto pure che la media in serie A è di 27 elementi: la Fiorentina ne ha 23, il Milan 25 e tutte le altre sono vicine, ad eccezione dell’Udinese che arriva a 31. Complessivamente sono soddisfatto, credo che sia stato fatto quello che era stato deciso e concertato con il mister anche se magari si poteva fare qualcosa d’altro sotto alcuni punti di vista. Adesso però non pensiamoci più e guardiamo al campo, è la cosa più importante».

Il modulo e le scelte. «Gasperini sta dimostrando di non essere un allenatore fissato su un modulo: nelle prime tre giornate ha cambiato spesso e questo fa parte del suo modo di gestire e intendere le partite. Le soluzioni non mancano, credo che l’Atalanta sia completa per il 3-4-3, per il 3-5-2 come per la difesa a 4 vista nella partita con il Torino. Non è che le ultime operazioni sono state fatte per un modulo o per un altro, abbiamo cercato di completare il gruppo e in avanti, ad esempio, ci sono tante soluzioni».

L’esplosione di Franck Kessie. «Il ragazzo è stato visto costantemente durante tutta la passata stagione. In casa e in trasferta lo abbiamo sempre seguito. Personalmente, l’ho visto dal vivo tante volte ed ero convinto che potesse far parte del gruppo, ma non potevo immaginare che dimostrasse di non subire minimamente il cambio di categoria. È capocannoniere e poteva pure aver segnato 2-3 gol in più, ha una sicurezza davvero importante e adesso il nostro pensiero è solo uno: capire se per tutta la stagione potrà mantenere o addirittura migliorare il suo rendimento. A gennaio non si muove e non è detto che su di lui non si faccia un progetto biennale. Per adesso non ce lo ha chiesto nessuno ma è indubbio che sia un giocatore molto interessante. Il suo prezzo? Non c’è un prezzo ora, vale molto ma è ancora troppo presto».

 

Kessie e Paloschi

 

Paloschi e il gol che manca. «Sono convinto che un gol possa fare molto bene a Paloschi. Per come lo conosco e per le sue caratteristiche andare in rete potrebbe significare davvero la svolta, sta vivendo un momento un po’ difficile ma le qualità non si discutono e sono certo che tornerà a fare quello che tutti conosciamo. In quel ruolo le alternative comunque ci sono, Pinilla ha fatto bene domenica quando è entrato e sicuramente rappresenta un valore importante, Petagna in due apparizioni ha già fatto un gol e Pesic lo scopriremo presto. Siamo molto fiduciosi».

Che giocatore è Pesic. «Lo abbiamo seguito molto nelle ultime due stagioni e abbiamo deciso tutti assieme di prenderlo sul finale del mercato. Può giocare prima punta, da solo o in coppia, ma anche da esterno. È uno generoso che si muove molto e anche se in Francia non ha fatto molti gol, ne ha segnati parecchi in precedenza conquistando anche due scudetti in Moldavia e partecipazioni sia nella under 19 che nella under 21 della Serbia. È a Bergamo in prestito con diritto di riscatto, l’operazione è perfetta per i canoni atalantini e ci permette sia di valutarlo che di prenderlo eventualmente a cifre da Atalanta».

Le prime parole di Berisha e Pesic. Dietro al bancone delle interviste, prima volta assoluta per Berisha e Pesic. Ha iniziato l’estremo difensore dell’Albania e le sue parole non lasciano spazio a dubbi. «Ho parlato con l’Atalanta e ho sentito quella fiducia che a Roma sponda Lazio non avvertivo più. Ero in competizione con Marchetti e adesso lo sono con Sportiello: sapevo fin dall’inizio quando ho accettato che sarei stato in ballottaggio, per me non ci sono problemi e lavoro per convincere il mister a scegliere me. Konko e Djimsiti mi hanno raccontato un po’ dell’Atalanta e non ho avuto dubbi, voglio conoscere la città che è sicuramente diversa da Roma, ma che è tutta da scoprire».

Le prime parole di Pesic sono arrivate in inglese ma i concetti espressi sono estremamente chiari. «Sto studiando l’italiano e un po’ lo capisco, mi dicono che sia simile al francese quindi spero di impararlo presto. Le mie caratteristiche le lascerò svelare al campo, sicuramente il calcio italiano è molto tattico e sono curioso di iniziare presto. Come mi sento? Ho avuto un piccolo problema al piede che ora è superato, sono già in gruppo e conto di essere disponibile da subito, questa settimana o al massimo la prossima: domenica con il Torino ero già allo stadio. Il mio idolo? Ibrahimovic. La maglia numero 9 per me è importante, rappresenta qualcosa di speciale. Dopo Inzaghi, a Bergamo, chi l’ha indossata non ha fatto benissimo? Perfetto, cercherò allora di fare quello che ha fatto Inzaghi».

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia