La squadra ormai è fatta I big restano, a meno che…

La squadra ormai è fatta I big restano, a meno che…
28 Agosto 2014 ore 10:04

Sono giornate frenetiche nella sede del calciomercato a Milano. L’Atalanta è presente in forze, l’amministratore delegato Luca Percassi è affiancato dal direttore generale PierPaolo Marino e dal direttore dell’area tecnica Giovanni Sartori per una task-force che continuerà fino alla scadenza di lunedì 1 settembre alle ore 23.

Sui media impazzano trattative, indiscrezioni, voci e boutade di ogni tipo. I tifosi sono in ansia perché da più parti si legge che praticamente tutti i big sono oggetto del desiderio di questa o di quell’altra squadra. La realtà, però, è ben diversa da quella che viene dipinta sui giornali e ci sono tantissimi elementi che devono dare tanta, tantissima fiducia ad ogni appassionato atalantino.

Partiamo da una certezza, oggettiva e incontrovertibile. L’Atalanta, al 28 di agosto, ha la squadra fatta. Ci sono alternative importanti in tutti i reparti e nessuno ha intenzione di smantellarla. Nessuno. Non è vero che sono tutti cedibili, non è vero che i dirigenti sono sull’uscio dell’hotel milanese alla ricerca disperata di acquirenti e non è vero che si pende dalle tasche (e dal portafogli) altrui.

A differenza di altre stagioni, la società nerazzurra ha anticipato di almeno un mese e mezzo tutte le operazioni in entrata. Il gruppo definitivo è stato consegnato a Colantuono per il ritiro di Rovetta e in questi ultimi giorni lo zoccolo duro, il gruppo di titolari, non verrà toccato pesantemente. In casa ci sono già alternative di livello: Sportiello per Consigli, D’Alessandro per Bonaventura, Cigarini per Baselli e viceversa. Certo, esperienza e valore attuale non sono gli stessi, ma non c’è mancanza di copertura.  Quindi, in qualsiasi caso, nessun buco clamoroso si aprirà.

Mercoledì 27 agosto c’è stato un colloquio con il Sassuolo, ma nulla di particolare è stato deciso. Filtrano, anzi, segnali forti di come tutto sia stato molto interlocutorio. Il Sassuolo ha bisogno di un portiere, è quella la priorità. Si parla anche di Consigli, ma tutto è ancora in fase embrionale. Dopo aver risolto la grana tra i pali, la società neroverde dovrà valutare cosa fare con il centrocampista, ma Squinzi non è un petroliere arabo, le sue risorse non sono infinite.

L’offerta del Sassuolo per Cigarini è stata fatta settimane fa ed è sempre quella: 5,5 milioni. Senza Kurtic. L’Atalanta a quelle cifre non lo vende. Anzi, c’è di più. Cigarini viene considerato un giocatore molto, molto importante e come tale verrà trattato. Tradotto in parole povere: per portarlo via da Bergamo serve un’offerta vera e concreta di almeno 9-10 milioni di euro. Per meno, non si muove. Magari il Sassuolo aspetta sperando che si abbassino le pretese, ma questo non succederà.

L’agente di Cigarini, Giovanni Bia, non ha ricevuto segnali di cessione e, quindi, non sta pensando a come trattare l’eventuale nuovo contratto con il Sassuolo. Stesso discorso per l’agente di Bonaventura, Giocondo Martorelli. Non ci sono offerte ufficiali, solo una serie di voci incontrollate che non sfociano in nulla. Oggi è così, il resto è aria fritta.

 

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Alla società non sono arrivate offerte per il talentino di San Severino Marche, si parla di Inter (nel caso di cessione di Alvarez) ed estero ma la verità è che tutti stanno aspettando pensando di tirare poi sul prezzo. Piccolo particolare: l’Atalanta, se non trae un vantaggio vero e importante dal punto di vista economico, non è affatto detto che venda tanto per vendere. I dirigenti aspettano novità, c’è la convinzione che tra oggi giovedì 28 agosto e domani venerdì 29 qualcosa si possa muovere, ma tutto verrà fatto, valutato e ragionato per il bene dell’Atalanta.

Per German Denis la Dea non ascolterà nemmeno eventuali richieste che dovessero pervenire. E’ incedibile. Quindi, ricapitolando: Denis non si muove, per Cigarini serve un’offerta irrinunciabile, per Bonaventura si attendono società interessate, mentre per Consigli e Baselli c’è disponibilità a vendere, ma servono offerte reali che, ad oggi, non sono pervenute. L’unica operazione davvero avviata porterà Brivio al Verona, prestito con obbligo di riscatto fissato a circa 2 milioni.

Ma nel caso che non partisse nessuno dei big? L’eventualità, oggi, è concreta. Se si continua con lo stallo degli ultimi due mesi, si potrebbe anche dover attendere il mercato di gennaio per cedere qualcuno. Dal punto di vista tecnico, uno scenario simile consegnerebbe alla prima fase del campionato un’Atalanta decisamente più forte e più completa rispetto al passato.

Dal punto di vista finanziario, la società dovrebbe gestire al meglio un disavanzo che oggi è importante (almeno 6-8 milioni di sbilancio tra acquisti e cessioni), ma che non è irrimediabile. Per intederci: se l’Atalanta non vende, non rischia un tracollo. Nemmeno per sogno. Semplicemente, extrema ratio, i soci dovrebbero intervenire (con la famiglia Percassi in testa) per far fronte alle spese, ad esempio con una ricapitalizzazione.

Questa è la fotografia reale della situazione nerazzurra. Ci sono tantissimi motivi per essere fiduciosi, nessuna preoccupazione che dalla proprietà si voglia svendere e la consapevolezza che se qualcosa succede in questi ultimi giorni sarà per il bene dell’Atalanta. In qualsiasi caso.

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