Chi c’era, capisce perfettamente di cosa stiamo parlando. Proviamo a spiegarlo anche agli altri, perché Atalanta-Roma è stata una partita speciale sotto tanti punti di vista.
Nel giorno del ritorno di Gasperini a Bergamo, la sensazione provata sugli spalti è stata quella di una connessione totale, fortissima ed emozionante tra la squadra e la sua gente. Non è semplice far passare il concetto, ma è andata esattamente così: più passavano i minuti e più quel vantaggio di Scalvini sembrava protetto da quarantamila mani.
Ma partiamo dalla fine, da quella rincorsa di De Ketelaere. Il belga, quasi al tramonto del match, con uno scatto profondo all’indietro ha recuperato Tsimikas e si è fatto fare fallo proprio sotto la Rinascimento, vicino all’angolo con la Morosini. Il ragazzo ha esultato, i compagni hanno esultato, i tifosi hanno esultato. Ma anche i fili d’erba, i fari dell’illuminazione, la piante di viale Giulio Cesare e le Mura hanno esultato. E tutto questo entusiasmo per un calcio di punizione difensivo a una manciata di secondi dal triplice fischio. Solo per quello.
Lo stadio era già esploso al vantaggio di Scalvini, ha poi osservato incredulo l’annullamento del raddoppio di Scamacca e, con il passare dei minuti, ha seguito la grande battaglia sportiva che andava in scena in campo con sempre maggiore partecipazione.
Nelle giocate e nei contrasti, nei fischi a favore o contro l’Atalanta, c’è stato sempre un pezzo di stadio che è esploso, travolto da un carico di adrenalina bellissimo. E questo mentre dal settore ospiti buttavano in campo torce e petardi che per poco non hanno fatto sospendere la gara. Una vittoria, anche per questi dettagli, ancora più speciale.