I tifosi coccolano Grassi «Il sogno? Segnare alla Juve»

I tifosi coccolano Grassi «Il sogno? Segnare alla Juve»
22 Ottobre 2015 ore 09:50

La dimostrazione più chiara di quanto sia cambiata la vita calcistica di Alberto Grassi si vedeva negli occhi dei tifosi che, all’Atalanta Store di OrioCenter, si sono messi pazientemente in coda per fare una foto con lui ieri pomeriggio, mercoledì 21 ottobre. Il centrocampista classe 1995 della Dea sta vivendo uno di quei momenti che tutti i giovani calciatori sognano, ma basta sentirlo parlare per capire come questo giovane dallo spiccato accento bresciano sia lontano anni luce dallo stereotipo del professionista del pallone un po’ fighetto che se la tira. Il ragazzo di Lumezzane si è presentato in salopette di jeans, ha indossato una polo atalantina e ha avuto un sorriso per tutti. Grassi si è lasciato abbracciare dall’affetto di chi ha deciso di spendere un’oretta del suo tempo per incontrarlo nel negozio ufficiale nerazzurro, apparendo davanti ai giornalisti spigliato e molto sincero. Poche battute, risposte chiare e un sogno: fare gol alla Juve per festeggiare con il fratello Stefano che fa l’operaio e con il calcio c’entra proprio poco.

 

alberto grassi oriocenter

 

Alberto Grassi: folla a Orio Center tutta per te, vivi un momento magico.

Direi proprio di sì. Sono sincero, è bellissimo vedere soprattutto i bambini che mi aspettano e che mi cercano. Un paio di anni fa ero io a stare in mezzo a loro, sognavo il calcio dei grandi e oggi mi ritrovo dall’altra parte della barricata. È un vero piacere.

E tutto succede in pochissimo tempo.

Non me lo aspettavo, davvero. Io cerco sempre di mettermi a disposizione del mister e le scelte sono sue. Per adesso non mi reputo ancora un giocatore di Serie A, sto cercando di diventarlo e sogno ovviamente una carriera come quella che stanno facendo i miei compagni di squadra.

Intanto sei il titolare, e hai preso il posto di uno che ha già partecipato a due Mondiali come Carmona.

Conosco benissimo le doti di Carmona che penso sia un giocatore molto forte. Io penso solo a lavorare e a dare il massimo durante la settimana. Il mister fa le sue scelte e mi metto a disposizione. Sto giocando con continuità e ne sono felice.

 

 

In una recente intervista hai detto che adesso manca solo il gol. Si va in casa della Juve, quale migliore occasione.

Mamma mia, sarebbe bellissimo. Ci ho provato anche un paio di volte con il Carpi ma non è andata bene, riuscire a segnare il primo gol in casa della Juve sarebbe un sogno e per uno come me che da piccolo simpatizzava per il Milan (l’ho sempre dichiarato) una rete significherebbe ancora di più. La verità è che nella Juventus ci sono tanti campioni, se dovessi scendere in campo me la vedrei con Pogba che sicuramente è uno dei migliori. Anzi, sono sincero: ci penso da un po’, è già bello che non me lo sogno la notte.

Un gol alla Juve. E come lo festeggeresti?

Sicuramente lo dedicherei a mio fratello Stefano che domenica pomeriggio sarà allo Juventus Stadium. Lo farei per lui e in generale per tutta la famiglia. Tra l’altro, sono felice che mio fratello segua me e non si cimenti con il pallone: fidatevi, non è proprio adatto a questo sport.

Salvezza tranquilla o si può sognare?

Adesso dobbiamo continuare a spingere e cercare di fare punti su punti. Abbiamo fatto fatica ad arrivare dove siamo, è un attimo ricadere verso il basso. Ci aspettano Juve, Lazio, Milan e molte altre: dobbiamo andare in campo ed affrontarle come sappiamo fare, senza paura.

 

alberto grassi oriocenter

 

Nelle prime uscite duravi 50-55 minuti, domenica hai tenuto bene fino alla fine. La condizione migliora o hai imparato a gestirti?

Sono d’accordo, spesso correvo male nelle prime partite mentre ora sto crescendo. La condizione è molto buona, la continuità di prestazione mi aiuta nel ritmo e nella ricerca della forma migliore. Da Reja e Bollini non sento alcun tipo di pressione, mi dicono di giocare tranquillo come faccio in allenamento e di dare tutto. Io mi concentro e cerco di farlo.

Sembri una maschera di ghiaccio, ma hai 20 anni e non è possibile che in questo avvio non ti sia mai emozionato. È successo, vero?

Il momento più particolare è stato durante Atalanta-Sampdoria, al momento del cambio. La Curva mi ha dedicato un coro proprio mentre lasciavo il campo ed in panchina ero seduto tra i miei compagni, con la pelle d’oca. Mamma mia, che brividi!

Che giocatore sei lo sappiamo, che ragazzo sei magari un po’ meno… come ti definiresti?

Sono un ragazzo semplicissimo, umile e veramente alla buona. Mi piace molto andare a caccia, è una passione che coltivavo con mio nonno Angiulì e con mio papà Paolo. Adesso non riesco più ad andarci perché gli impegni calcistici non lo permettono ma è una cosa che mi è sempre piaciuta.

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