Cori nel finale

“Tirate fuori i c……i” non è una contestazione ma, semplicemente, quello che serve fare

Dopo il 4-4 contro il Frosinone, l'Atalanta è stata fischiata all'uscita dal campo e i giocatori invitati a dare di più. A ragione

“Tirate fuori i c……i” non è una contestazione ma, semplicemente, quello che serve fare
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Non un appunto tattico, non un’esortazione tecnica, non un fischio buttato a caso verso la squadra che pareggia 4-4 con il Frosinone. No. Quel coro scandito dalla Curva Pisani poco prima che il gruppo lasciasse il campo è stato netto, diretto, forte: tirate fuori gli attributi.

Il risultato non è stato quello atteso, ma è giusto anche guardare a come è arrivato: due volte sotto, due volte avanti. Poi due volte sopra e due volte raggiunti. In che modo? Senza il giusto piglio per portarsi a casa un risultato che non doveva per forza essere bello, ma era necessario. Pesantissimo.

L’Atalanta contro il Frosinone non ha avuto problemi di modulo, non è una questione legata a Sarri se prendi quattro in quella maniera: Ederson che appoggia una palla debole e brutta verso nessuno, Obric che arriva tardi e frana addosso all’attaccante chiedendo fallo (che, semmai, era al contrario), Ederson di nuovo fuori posizione quando Calò (non Bellingham) segna indisturbato, Samardzic che lascia calciare Terzic voltandosi. Con più grinta, attenzione, cuore e ardore sarebbe andata diversamente.

In particolare, avanti 4-3 con una palla per il 5-3 appena sventata da Palmisani, una squadra fatta di uomini consapevoli del momento e di quello che bisogna dare non subisce il pareggio. Si chiude, accetta di difendersi compatta e risponde colpo su colpo.

Invece, l’Atalanta ha lasciato almeno tre occasioni pulite al Frosinone per fare gol. Uno lo ha preso, due li ha sventati Carnesecchi. Non ci siamo. Serve dare retta alla Curva, tutti assieme: bisogna fare di più, bisogna tirare fuori gli attributi.