Il volto nuovo

Ufficiale l’ingaggio di Mæhle, ecco le sue prime parole: «Non vedo l’ora di iniziare»

Prima intervista per l'esterno danese, che prende il numero 3 e sarà subito a disposizione di Gasperini in vista della sfida con il Parma

Atalanta 04 Gennaio 2021 ore 13:32

di Fabio Gennari

Il lavoro a Zingonia è ormai “vecchio” di una settimana eppure Joakim Mæhle, nuovo acquisto danese prelevato dal Genk, è ufficialmente atalantino da oggi, lunedì 4 gennaio 2021. Classe 1997, abile su entrambe le fasce, il ragazzo ha parlato al canale ufficiale dell’Atalanta rilasciando alcune interessanti dichiarazioni. Nel gruppo nerazzurro c’è Malinovskyi, i due hanno vinto uno scudetto belga giocando assieme nel Genk e infatti Mæhle non manca di rimarcare il suo rapporto con l’ucraino.

«Ho parlato molto con Malinovskyi prima di venire qua, oltre che son sua moglie. E’ un grande amico e mi ha dato indicazioni positive su tutto: staff, città, cibo e via dicendo. So che l’Atalanta è una squadra fantastica, che gioca un calcio dinamico e offensivo stando ai vertici della serie A. Posso giocare su ambo le fasce, anche se descriversi è sempre difficile. Sono molto professionale anche nel mio quotidiano». In tempi di pandemia, il nuovo numero 3 della Dea non dimentica quanto Bergamo ha sofferto.

«Bergamo è una bella città, soprattutto Città Alta. I media danesi hanno parlato molto di come nel Nord Italia si è sofferto molto per il Covid, spero davvero che il 2021 sia migliore. Spero di vedere i tifosi allo stadio il prima possibile, faremo di tutto per vincere anche perché avremo molte partite e tra poche settimane ripartirà anche la Champions. Non vedo davvero l’ora di iniziare a giocare. Ho anche l’obiettivo di imparare l’italiano e migliorarmi, per questo ho scelto l’Atalanta».

In attesa di scoprirlo sul campo (quasi scontata la sua convocazione per la gara con il Parma di mercoledì), il classe 1997 danese ha svelato qualche dettaglio che lo riguarda anche fuori dal campo. Un giorno scoprirà anche i casoncelli, per ora adora la pizza. «Se non avessi giocato a calcio? Sarei stato probabilmente un istruttore sportivo. A tavola devo confessare che mi piace molto la pizza tra i piatti italiani: appena arrivato a Bergamo ne ho mangiata una che ritengo la migliore mai provata».

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