Un grido d’amore per la Dea raccontato con video e foto

Un grido d’amore per la Dea raccontato con video e foto
Atalanta 05 Luglio 2018 ore 09:55

Tanta gente, tanto affetto e una scorta lunga cinquanta chilometri fino in cima alla Val Seriana per ribadire il concetto: ragazzi che indossate la maglia dell’Atalanta, non sarete mai soli. È iniziata ufficialmente allo stadio di Bergamo la stagione 2018/2019 della Dea di Gasperini, i 28 giocatori convocati per il ritiro sono passati dal prato verde dell’impianto di viale Giulio Cesare prima di avviarsi in bus a Lantana di Dorga e il bagno d’affetto è stato veramente emozionante.

 

 

Il Bocia in Curva, il Pres in campo. Una delle immagini più significative della serata arriva subito, intorno alle 21. Sulla balconata della Curva Nord ormai gremita compare il leader degli ultras Claudio “Bocia” Galimberti. Per qualche minuto i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto il Bocia (prolungamento della diffida per la presenza al Baretto la sera di Atalanta-Milan Primavera di Coppa Italia, null’altro) hanno provocato la reazione canora del pubblico che si è schierato al suo fianco, ma da quel momento in poi è stato un crescendo di cori e sostegno incondizionato. Oltre ai cori per i giocatori, sono stati riproposti alcuni motivetti che hanno accompagnato la squadra in campionato e in Europa l’anno passato. Quando poi il presidente Percassi è entrato in campo e ha preso in mano il microfono c’è stata una grandissima ovazione ma tra la domanda (il tricolore) e l’offerta (restiamo in Serie A e poi quello che viene in più è guadagnato), ci passa in mezzo un mare di passione. I due cori finali orchestrati dal Bocia e dagli altri ragazzi della Curva sono rimbombati fortissimi nel cielo sopra Bergamo e la sensazione di unione e di appartenenza che resta è davvero da pelle d’oca.

 

 

Parola d’ordine: grande affetto. Ripercorrendo con la memoria tutti i momenti del saluto alla squadra, ciò che resta è il grandissimo affetto che ha avvolto i ragazzi di Gasperini. Dentro al campo, il piccolo Traore (classe 2002) o il veterano Masiello sono stati investiti dalla stessa passione e anche se qualche differenza di decibel si è nettamente notata (normale sentire esaltazione per Ilicic, Gomez o de Roon) è stato importante vedere e sentire la felicità dei protagonisti. Gasperini ha ringraziato e ha scherzato sullo scudetto («Tricolore? Iniziamo con il rinnovare il passaporto...», ha detto mentre il pubblico sognava urlando il massimo obiettivo), ma se da una parte è bello giocare con i sogni nessuno dimentichi che l’Atalanta e la sua gente sono abituati a vivere tutto con i piedi saldamente cementati per terra. Dal campo, vedere comunque tutti i ragazzi rapiti dall’affetto del pubblico è stato incredibile e pensare che questi ancora non si immaginano cosa accadrà la prossima settimana alla Festa della Dea fa pure sorridere.

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Scorta in scooter fino all’hotel. L’ultima immagine che arriva dalla splendida serata nerazzurra è quella del bus atalantino in movimento verso il Grand Hotel Presolana di Lantana di Dorga con due ali di tifosi in motorino che lo accompagnano. Chi era sul torpedone racconta di una situazione semplicemente pazzesca: fin daviale Giulio Cesare spuntavano motorino da tutte le parti e l’avvicinamento alla Val Seriana è stato un susseguirsi di clacson suonati all’impazzata fin quasi a mezzanotte.

 

 

I giocatori sono arrivati a destinazione dopo circa 2 ore di tragitto, i tifosi li hanno voluti accompagnare praticamente in camera e mentre da questa mattina toccherà a Gasperini lavorare su gambe e testa dei ragazzi c’è ancora spazio per qualche istantanea di grande stupore: Arkadiusz Reca, nuovo esterno polacco della Dea, ha postato su Instagram un video dei tifosi in festa con alcune faccine eloquenti. Lo stupore, per lui e per gli altri compagni, è stato grande ma bisogna che ci si abituino velocemente. Bergamo e l’Atalanta sono soprattutto questo.