No, non è per i due gol di fila che ha segnato contro Sassuolo e Lazio. Il tema è un altro e si tratta solo e soltanto di gestione delle forze: de Roon non può giocare sempre, Pasalic qualche segno di stanchezza lo ha dato e allora Musah, centrocampista del Milan in prestito con diritto di riscatto all’Atalanta, si merita una nuova occasione dal primo minuto di gioco.
Non succede da Union Saint Gilloise-Atalanta, sfida di Champions League dello scorso 28 gennaio. Pare davvero una vita fa e viste le recenti prestazioni del giocatore statunitense la riflessione pare necessaria.
L’Atalanta in questo momento ha Ederson ai box (non meglio precisati fastidi muscolari) e non può permettersi di sbagliare le scelte sui riposi di de Roon e Pasalic, che non è al massimo della sua brillantezza.
Con il Bayern in vista già il 10 marzo, Palladino sarà senza dubbio maniacale nella verifica (prima) e nelle scelte (dopo), consapevole di quello che la Dea deve, ma soprattutto può, fare al cospetto di una squadra come il Bayern Monaco, che si presenta a Bergamo con numeri pazzeschi.
Il tema legato a Musah riguarda anche la possibilità di allargare il gruppo squadra. Perché quando i subentranti mettono in difficoltà l’allenatore vuol dire che cambi e scelte devono essere presi in serissima considerazione, consapevoli che per giocare ogni tre giorni serve davvero un gruppo di 16-18 elementi che siano in grado di far rifiatare i titolarissimi.