di Xavier Jacobelli
Ci sono vittorie che valgono doppio: l’1-0 dell’Atalanta sul Verona è fra queste. È stata la prima dopo sei gare di campionato senza un successo; ha mantenuto vive le chances di qualificazione a una coppa europea; ha celebrato nel modo migliore lo storico record di presenze firmato da Marten de Roon 436, nel tripudio di uno stadio che ha riservato al più bergamasco degli olandesi il tributo degno dei suoi meriti e del suo attaccamento alla maglia, sudata sempre e sempre indossata con onore.
E, a proposito di veterani, non è stato un caso se a segnare il pesantissimo gol della domenica sia stato l’ammirevole Davide Zappacosta, dall’inizio della stagione sistematicamente fra i migliori per qualità e quantità di rendimento, strepitoso padrone della fascia di competenza. Zappacosta, che si è guadagnato sul campo il prolungamento del contratto sino al 2027, come lo stesso de Roon, in ossequio alla programmazione percassiana che punta a Carnesecchi e Bernasconi sino al 2030. Palladino è vincolato fino al 2027 e per ora, la questione allungamento al 2029 non è stata affrontata dalle parti perché non ce n’è stata l’opportunità, giocando la squadra ogni tre giorni. Tuttavia, è solo questione di tempo.
Intanto, nella corsa Champions, a 8 giornate dalla fine, il Milan e il Napoli contano rispettivamente 9 e 8 punti di vantaggio sul quinto posto che Roma e Juve occupano in condominio, con spirito decisamente diverso, a -3 dal Como macchina da gol, quarto in classifica. Il primo centro in Serie A del diciannovenne Vaz ha consentito a Gasperini di rialzare la testa dopo la bruciante eliminazione dall’Europa League e i giorni roventi che ne sono seguiti.
«Proprio contro di noi doveva sbloccarsi Robinio?», ha sbottato Eusebio Di Francesco, tradendo il rammarico per un risultato che sarebbe potuto essere positivo per il Lecce se non ci fossero stati l’acuto dell’ex Marsiglia, l’assist di Hermoso per lui e il provvidenziale salvataggio sulla linea dello stesso spagnolo che ha negato il gol a Pierotti.
Quando la bagarre per un posto in Champions sarà finita, si capirà quanto pesanti saranno stati l’1-0 romanista e l’1-0 dell’Atalanta che voleva dimenticare alla svelta i dolori bavaresi, costati l’eliminazione dalla Champions League. Chi è in serie ambasce è la Juve: rischia di buttarsi via, dopo il pareggio casalingo contro il Sassuolo falcidiato dalla pertosse, ma sempre tostissimo.
La sera di Pasqua si giocherà Inter-Roma. Pasquetta, invece, proporrà Udinese-Como, Lecce-Atalanta, Juve-Genoa e Napoli-Milan. Spalletti sa che un’altra frenata sarebbe una vera iattura. Palladino, invece, sa che per tornare in Europa ha a disposizione anche un’altra strada. Si chiama Coppa Italia, tabù che resiste da 63 anni. Raffaele non vede l’ora di infrangerlo.