Xavier Jacobelli

Una vittoria da dedicare a tutti i bergamaschi che ci spingono da lassù

Una vittoria da dedicare a tutti i bergamaschi che ci spingono da lassù
25 Giugno 2020 ore 01:03

di Xavier Jacobelli

Telefona un amico, grande tifoso atalantino. Il Covid gli ha portato via il papà due mesi fa. Padre e figlio non si perdevano una partita della Dea. L’amico sussurra: «Tutti possono dire ciò che vogliono, ma questa Atalanta va in campo con una spinta in più. E questa spinta gliela danno i nostri che stanno lassù in Paradiso. Questa è una vittoria da dedicare a loro». La voce dell’amico si incrina, quasi come quella di Luca Percassi che su Sky rimarca: «Segreti? Non abbiamo segreti. Abbiamo una grande voglia di continuare a lavorare nel modo migliore. Lo dobbiamo a Bergamo e ai bergamaschi per tutto ciò che hanno vissuto, sopportato in questi mesi tremendi. L’Atalanta è la squadra di Bergamo e dei bergamaschi».

Nell’orgoglio e nell’umiltà di Luca ci sono l’orgoglio e l’umiltà di uno squadrone, capace di rimontare da 0-2 a 3-2 la prima rivale della Juve nella corsa allo scudetto. E non c’entrano le ruggini della finale di Coppa Italia e della partita d’andata: il calcio è bello perché le rivincite più esaltanti si colgono sul campo e alla fine ci si stringe la mano. Il canovaccio della supersfida di ieri sera ha esaltato ancora una volta la preparazione dei nerazzurri, la sagacia tattica di chi li guida (Gritti è stato bravo come Gasp e non ha sbagliato un cambio), l’organizzazione di gioco di un collettivo che non si deprime nemmeno quando de Roon segna l’autogol del secolo. Gosens, Malinovskyi, Palomino: i tre mattatori hanno portato a 77 i gol segnati in 27 partite, eguagliando il primato del 2019 che verrà presto spazzato via da questa incredibile, pazzesca macchina da gol che non si inceppa mai.

E oggi siamo qui a celebrare di nuovo la corsa irrefrenabile di una Dea che non ci basta mai e che non finisce mai. Sospinta dall’amore della sua gente, da un capitano che non finisce mai di incantare, dalla forza morale di un gruppo così multinazionale e così radicato nel cuore dei bergamaschi. Questa Atalanta è infinita, come la passione che la porta lassù.

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