di Xavier Jacobelli
Il Sassuolo era fra i peggiori avversari che l’EuroAtalanta potesse incontrare, subito dopo la storica rimonta compiuta in Champions League eliminando il Borussia e qualificandosi agli ottavi di finale del massimo torneo continentale, unica squadra italiana rimasta in lizza.
Prima di affrontare i nerazzurri, infatti, la squadra di Grosso aveva vinto 4 delle 5 partite disputate nell’ultimo mese e mezzo: 1-0 alla Cremonese, 3-1 sul Pisa; sconfitta in casa per 5-0 contro l’Inter; 2-1 all’Udinese e 3-0 al Verona. Così, nemmeno l’espulsione di Pinamonti dopo soli 16 minuti ha intimorito i neroverdi di fronte agli uomini di Palladino, in palese debito di energie.
Al contrario, pimpante è stata la condizione emiliana, sorretta dalla solidità del bunker eretto con ordine davanti a uno splendido Muric, che ha parato tutto. Il gol di Koné nel primo tempo e il raddoppio di Thorstvedt nella ripresa hanno frustrato i volenterosi, ma inconcludenti, attacchi della Dea e quando, nel finale, Musah ha realizzato la sua prima rete atalantina era troppo tardi. Si è opposta al pareggio anche la traversa di Scalvini, decisivo ancora una volta Muric.
Morale: in questa stagione, il Sassuolo è stato l’autentica spina nel fianco dei bergamaschi. All’andata, si impose 3-0 alla New Balance Arena, facendo saltare la panchina di Juric; al ritorno, ha inflitto a Palladino la prima sconfitta in campionato dall’inizio del 2026, dopo 7 vittorie e 2 pareggi, ai quali aggiungere il 3-0 alla Juve che ha fruttato la semifinale di Coppa Italia. Dove, il 4 marzo, i nerazzurri sfideranno la Lazio nella gara d’andata (ritorno il 22 aprile a Bergamo).
Si presume che all’Olimpico si vedrà in campo un’altra Atalanta, fortemente intenzionata ad andare sino in fondo per infrangere il tabù del trofeo tricolore, vinto per la prima e unica volta nel 1963. Sarri permettendo, s’intende.