È vero, la Dea ha dei problemi ma ci aspettiamo delle scuse

È vero, la Dea ha dei problemi ma ci aspettiamo delle scuse
Atalanta 02 Ottobre 2018 ore 10:33

L’Atalanta fatica a fare gol e presto ragioneremo in modo più approfondito sul tema, ma oggi si parla ancor di Var. Perché quello che è successo domenica va capito, analizzato e ragionato sperando non accada più. Perché i punti fanno classifica, morale, prospettiva e danno fiducia. Se l’avversario è più forte, la sconfitta si accetta; ma così diventa difficile parlare di sport.

 

 

Percassi a Zingonia: se non si usa, meglio toglierlo. Il presidente Antonio Percassi è intervenuto a Zingonia a un evento in cui RadiciGroup ha presentato il proprio bilancio di sostenibilità e, a margine, è tornato sui fatti di domenica a Firenze. «Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto subito a fine partita. Spiace perché abbiamo giocato una grande partita e meritavamo di più ma adesso è il momento di rimettere la testa sul campo e lavorare per la partita contro la Sampdoria». Il numero uno dei nerazzurri ha dunque confermato la linea espressa dal figlio Luca Percassi negli spogliatoi del Franchi E alla domanda su come valuti in linea generale il Var, la risposta è stata diretta e sincera: «Se non viene usato, che venga tolto. Mi sembra che quest’anno non venga usato per quelle che sono le potenzialità ed è un peccato perché è uno strumento importante». Dunque la tecnologia ha dimostrato di essere un supporto molto utile ma va utilizzata come da procedura, altrimenti è meglio lasciar perdere.

Nicchi: protocollo chiaro, panchina per chi sbaglia. Nel pomeriggio, mentre era in corso il Consiglio di Lega di Serie A, sono circolate alcune dichiarazioni del numero uno degli arbitri Nicchi. «Il Var c’è e va utilizzato. Non credo ci sia da lamentarsi. È uno strumento molto utile, ben visto da tutti, che stiamo applicando dall’anno scorso con un protocollo che non è cambiato. Su cinquanta decisioni che si prendono in una partita, credo sia normale sbagliarne due». In realtà, caro Nicchi, non è normale per nulla sbagliarne due se con il semplice utilizzo di un replay si può evitare di sbagliare anche quelle. Le parole del capo degli arbitri sono anche dirette a Valeri e Doveri (arbitro Var a Firenze). Pur non facendo nomi, il messaggio è chiarissimo: «Gli arbitri lo stanno applicando al meglio che possono. Ogni tanto qualcuno, sorprendentemente, non si avvale dello strumento e di questo si occuperà Rizzoli. C'è e va utilizzato al massimo, perché così le discussioni vanno al minimo. Chi sbaglia va in panchina». Tradotto: i due fischietti che hanno pasticciato contro l’Atalanta probabilmente avranno qualche domenica libera da passare in famiglia.

 

 

De Roon: Valeri ha avuto conferma dal Var. Il retroscena che rende tutto ancora più difficile da mandare giù lo ha svelato ieri sera in tv Marten de Roon. Il centrocampista olandese, pur disquisendo anche di quello che la Dea deve fare per migliorare, ha confermato che un contatto tra Var e arbitro c’è stato. E la cosa è incredibile. «L’arbitro ci ha detto che il Var aveva confermato il rigore», sono le parole pronunciate dal centrocampista olandese, che in qualche modo vanno nella stessa direzione di quanto espresso da Nicchi e che era già trapelato nell’immediato dopo gara. Questo certifica che la tecnologia è stata sorpassata da una decisione collegiale fuori da ogni logica. Doveri, davanti alle immagini, ha confermato a Valeri che era tutto ok. Le comunicazioni tra Var e arbitro sono registrate, magari Rizzoli (il designatore arbitrale) andrà in televisione a spiegare cosa è successo davvero, come ha fatto per il fallo su Ilicic a Ferrara avvenuto fuori area, ma intanto la Dea è stata fortemente penalizzata e nessuno di quelli che hanno in gestione gli arbitri ha ancora avuto il coraggio di prendere il microfono e dire: “Sì, a Firenze abbiamo toppato. Chiediamo scusa”. A noi basterebbe questo, anche perché tanto indietro non si torna. E pure lo stesso Pioli, o magari Chiesa sui social, potrebbero fare pubblica ammenda: sarebbe molto più onesto, un segnale di normalità in un calcio che colleziona occasioni mancate in continuazione.