Xavier Jacobelli

Vi spiego perché questo pareggio vale come una vittoria

Vi spiego perché questo pareggio vale come una vittoria
18 Luglio 2020 ore 20:07

di Xavier Jacobelli

L’Atalanta torna da Verona con una certezza e una conferma. La certezza è che basterà ancora un punto e, per la seconda volta consecutiva, la Dea avrà conquistato la qualificazione alla fase a gironi della Champions League. La conferma è che Matteo Pessina, 23 anni, è pronto per tornare a Bergamo: l’anno di scuola Juric che, a sua volta, era andato a scuola da Gasperini, ha lanciato in orbita il giovane centrocampista, di stampo rossonero, ma dal grande futuro nerazzurro, suggellato dal gol del pareggio scaligero, segnato proprio da lui medesimo.

Il risultato del Bentegodi va bene, va benissimo così. Dopo una corsa tumultuosa in questa ripartenza, ci può stare anche una frenata, nemmeno brusca, ma fisiologica. E poi, leggete qui, perché bisogna dare i numeri per apprezzare una volta di più questa fantastica Atalanta che ha eguagliato il primato di gare utili consecutive in Serie A (11 vittorie e 3 pareggi) e record personale della Dea eguagliato come nel 1988/89 con Emiliano Mondonico (allora 6 vittorie e 8 pareggi).

E ancora: sono 23 i punti conquistati dall’Atalanta dopo la ripartenza : 7 Vittorie e 2 pareggi (con Juventus e Verona); Zapata, con 17 gol, è il capocannoniere bergamasco a pari merito con Muriel. Duvan, con 80 gol in serie A è il giocatore colombiano con più gol in massima divisione. Nei 5 tornei Europei più importanti, oltre all’Atalanta, sono altre due le squadre che vantano due giocatori con almeno 17 gol segnati e sono: Liverpool (Mane’ e Sarah ) e Manchester Utd (Martial e Rashford). E, per finire, con la rete di Verona, sono 111 i gol stagionali della Dea.

Capito perché questo pareggio vale come una vittoria?

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