Via Denis, incognita capitano E se toccasse già a de Roon?

Via Denis, incognita capitano E se toccasse già a de Roon?
Atalanta 11 Febbraio 2016 ore 09:28

Il capitano di una squadra di calcio è il punto di riferimento durante le partite per tutti i compagni. Normalmente è l’uomo che parla con il direttore di gara, è colui che capisce i momenti di difficoltà e gestisce quelli di euforia, aiutando i compagni a mantenere un certo equilibrio. Ora che Denis ha lasciato l’Atalanta, inevitabilmente viene da chiedersi chi possa raccogliere la sua eredità nei ranghi dei nerazzurri. Per anzianità di carriera, Bellini è sicuramente il capitano del gruppo orobico, ma c’è grande differenza tra chi indossa la fascia e chi è il condottiero in campo durante le partite. Anche perché, dati alla mano, l’Atalanta anche in questo settore detiene un piccolo record: in questa stagione la Dea ha ruotato ben 7 capitani.

 

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Da Denis con l’Inter a Sportiello contro l’Empoli. I giocatori che si sono alternati in questo difficile compito sono stati Denis, Moralez, Bellini, Migliaccio, Raimondi, Cigarini e Sportiello. Per la verità, nella prima giornata contro i nerazzurri di Mancini anche Carmona portò la fascia per lunghi tratti del match dopo l’uscita di Denis, episodio che rendela statistica ancora più interessante. Considerando solo le formazioni iniziali, parliamo di 6 giocatori di movimento e di 1 portiere, con maggiori protagonisti Denis e Cigarini, vista la frequenza con cui sono scesi in campo. Bellini, invece, è automaticamente capitano quando Reja lo manda in campo del primo minuto, mentre per Moralez (contro il Frosinone), Raimondi (nella gara di ritorno contro i ciociari) e Migliaccio (a Verona con l’Hellas) l’occasione è stata unica. Per Sportiello (24 anni) l’onore di comandare il gruppo si è materializzato a sorpresa contro l’Empoli solo pochi giorni fa, in una squadra parecchio rinnovata rispetto all’inizio della stagione.

 

Frosinone-Atalanta

 

I gradi del campo e il valore della fascia. Per quanto ha fatto sul campo nelle ultime stagioni, Denis era diventato ormai il capitano in ogni occasione in cui non c’era Bellini. La fascia al braccio del Tanque venne infilata quasi due anni fa, quando – come spesso capita ai giocatori sudamericani – German andò in crisi, e lo spogliatoio su richiesta di Colantuono decise di responsabilizzarlo, sperando che l’occasione gli fosse da sprone. Temperamento e grinta contraddistinguono anche Cigarini: il centrocampista emiliano è sempre nel cuore della manovra, e rispetto a molti compagni gioca in una posizione molto più predisposta ad essere in contatto con il direttore di gara. Per piglio e peso specifico, l’Atalanta delle ultime stagioni ha più o meno sempre affidato i galloni del capitano a questi due elementi, ma adesso che il centravanti è tornato in Argentina e Cigarini è fermo ai box serve un’alternativa importante, una figura in grado di guidare davvero la squadra in ogni situazione.

 

Atalanta-Inter

 

Un altro Doni non c’è, e se fosse de Roon? Nel cuore di tutti, nostalgici in primis, Stromberg è l’emblema del capitano della Dea, ma nessuno può negare che l’ultimo vero leader e trascinatore in campo che l’Atalanta ha avuto sia stato Doni. La sua storia è finita come tutti sappiamo, così come sappiamo che da quel giorno la Dea ha perso un grande punto di riferimento. Non di rado in questi anni spesso ci siamo trovati a commentare formazioni senza un elemento in grado di dare la scossa in alcuni momenti del match. Attenzione, non parliamo di peso nel gruppo. Fortunatamente, l’Atalanta ha tanti uomini che aiutano a tenere l’equilibrio nello stanzone di Zingonia, ma per età e scarsa titolarità è difficile vederli in campo. E allora perché non provare con de Roon? L’olandese è arrivato da pochi mesi eppure ha già dimostrato di avere grandi valori. In Olanda è diventato capitano dell’Heerenven abbastanza velocemente, molti appassionati lo vedrebbero bene con la fascia dell’Atalanta, ruolo in cui si troverebbe affatto male visto il suo modo di stare in campo e il suo rapporto con il pubblico.

 

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Le altre di serie A: Hamsik condottiero partenopeo. Per fare il capitano in Serie A non ci sono dei requisiti particolari. Normalmente indossa la fascia un giocatore più esperto di altri, ma guardando alle altre compagini della massima serie si nota come le scelte siano spesso condizionate da molti fattori. Hamsik (Napoli) è l’unico ad aver sempre giocato da titolare tenendo il timone della sua squadra, subito dietro troviamo la Juventus che ha Buffon e la Roma con De Rossi (Totti non gioca mai), ma pur con tante altre squadre che si sono affidate a figure di lungamilitanza (Magnanelli del Sassuolo, Sorrentino del Palermo, Glik del Torino, Toni del Verona e Pellissier del Chievo) ci sono invece altre realtà in controtendenza. L’Inter ha scelto Icardi (22 anni) cercando di responsabilizzare al massimo il giovane centravanti, qualche anno fa il Milan s’affidò a Montolivo in un momento in cui mancavano dei punti di riferimento in rosa, mentre il Carpi ha deciso di guidare la squadra nella sua prima avventura in Serie A a Zaccardo, appena arrivato dal Milan.

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