Minimo sindacale là in mezzo Pochi i promossi a pieni voti

Minimo sindacale là in mezzo Pochi i promossi a pieni voti
Atalanta 03 Giugno 2015 ore 15:02

Dopo l’analisi del reparto difensivo, ragioniamo sui giocatori che durante la stagione si sono alternati a centrocampo. Prima di vedere i voti dei protagonisti, è doveroso sottolineare un paio di aspetti che hanno pesato nel rendimento, con Colantuono prima e con Reja poi. L’Atalanta ha spesso giocato con il 4-4-1-1, dunque due centrali di centrocampo e due esterni. Gli infortuni di Estigarribia e Raimondi hanno costretto Colantuono a cambiare, Reja ha continuato inizialmente con lo schieramento più conosciuto ma appena Gomez e D’Alessandro sono arrivati al top ha proposto il 4-3-3 (o 4-1-4-1 che dir si voglia) trovando risposte positive da chi come Baselli aveva spesso deluso.

Chi ha convinto. Il miglior centrocampista della stagione, a nostro avviso, è Giulio Migliaccio (voto 7,5). Dimenticato in panchina per parecchie settimane da Colantuono, è stato chiamato in causa contro il Napoli in casa e ha risposto alla grande. Ogni volta che è sceso in campo (controllate bene, è sempre successo nei momenti topici della stagione) ha dato tutto ed è riuscito a offrire un rendimento decisamente buono. Non ha lo smalto di 10 anni fa, ovviamente, ma nel 4-3-3 il posto da regista basso è sempre stato suo. In attesa di capire qualcosa in più del suo rinnovo, Migliaccio si conferma una grande certezza.

 

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Tre voti +. Dietro al lottatore di Mugnano ci sono tre giocatori come Cristian Raimondi, Marco D’Alessandro e Papu Gomez che si meritano un bel 7. Il laterale di Sedrina è entrato in campo come Migliaccio contro il Napoli, in 6 partite e 341 minuti giocati ha servito l’assist a Denis per il gol contro il Napoli, quello a Maxi per la rete contro la Roma e colpito un legno a Sassuolo.Giocatore dal cuore enorme, era ancora una volta l’ultima soluzione di Colantuono: scelta decisamente sbagliata. D’Alessandro, quando ha giocato, ha quasi sempre fatto grandi cose. Il vecchio mister probabilmente non lo vedeva come titolare pur avendolo scelto in sede di calciomercato, i numeri dicono che ha giocato una media di 43 minuti a gara eppure (tranne rare occasioni) ha fatto vedere di poterci tranquillamente stare. Peccato, meritava più fiducia e forse avrebbe dimostrato molto prima le sue doti. Gomez si è fatto aspettare parecchio: la sua stagione era insufficiente fino a poche settimane fa ma il 7 che abbiamo deciso di dare alla sua annata è la media aritmetica tra il 5 che merita per l’andata (in evidente ritardo di condizione) e il 9 per quello che ha fatto vedere (e potenzialmente farà vedere) nel 4-3-3 di Reja. Il sostituto di Jack è assolutamente lui, nel 4-4-1-1 o nel 4-3-3 conta poco.

 

03-05-15  Atalanta - Lazio  CAMPIONATO SERIE A TIM 2014-15D'Alessandro

 

Chi ha fatto il minimo sindacale. Nel gruppo nerazzurro ci sono uomini da cui ci si aspettava molto di più, gente come Carlos Carmona (voto 6) e Luca Cigarini (voto 6) che possono e devono dare molto, molto di più. Il centrocampista cileno troppe volte è sembrato limitarsi al compitino, uno che gioca due Mondiali e che è nel giro della Nazionale non può perdersi nella pochezza di centrocampo che spesso abbiamo dovuto vedere quest'anno. Il suo contributo per la salvezza c’è stato e per l’obiettivo minimo è stato sufficiente, ma ora siamo di fronte ad un bivio. Se Carmona vuole andare a giocarsi la Champions (magari a Siviglia) è forse giusto sedersi ad un tavolo e ragionare per il bene di tutti. Se vuole rimanere, Bergamo aspetta con ansia che Carmona diventi un uomo decisivo a disposizione di Reja. Cigarini, invece, è Cigarini, inutile girarci attorno. È bravo, per l’Atalanta è un uomo molto importante ma la discontinuità è il suo difetto più grande. Di lui restano le grandi giocate contro Cagliari e Sassuolo, la grande partita contro la Lazio e altre 4-5 prestazioni ottime (coincise quasi sempre con vittorie chiave). Però non si possono nemmeno dimenticare le troppe ammonizioni e l’insulto che gli è costato espulsione e tre giornate fuori dopo Atalanta-Roma. Vuole restare, con Reja sente aria nuova: speriamo la respiri a pieni polmoni.

 

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Chi ha deluso e va rivisto. Dietro la lavagna, per i centrocampisti, finiscono Emanuelson (voto 5) e Daniele Baselli (voto 5,5). Il giocatore arrivato a gennaio dalla Roma ha grandissimi mezzi tecnici, ma non è mai sembrato nemmeno minimamente sfiorato dalla voglia di calarsi nella lotta con grinta e spirito di abnegazione. Per dire, prendesse un pizzico di furore da Migliaccio sarebbe giocatore da top club europeo. È venuto a Bergamo per capire se una realtà così può essere ideale per lui, andrà dove vuole a parametro zero perché per giocare nell’Atalanta serve altro. Daniele Baselli resto un mistero. È vero, nelle ultime giornate ha fatto due gol e si è pure distinto per buona prestazioni, ma non è l’alternativa a Cigarini (e Reja lo ha chiarito una volta per tutte) e per essere un incursore alla Marchisio deve dimostrare ancora tutto. Un altro anno a Bergamo potrebbe fare bene a lui e alle casse nerazzurre, la situazione è da valutare molto bene soprattutto se partisse Carmona.

 

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Da rivedere. Chi sicuramente merita di essere rivisto è Alberto Grassi (voto 6), il giovane classe 1995 si è allenato tutto l’anno con la prima squadra ma non ha avuto grande spazio (tre presenze): tenerlo in rosa o mandarlo a giocare da altre parti? Scelta ardua che spetta a Reja. Chiudiamo con Marcelo Estigarribia (voto 6): il paraguaiano ha vissuto l’infortunio al crociato ma rispetto a Raimondi quando c’è stato ha convinto un po’ meno. È un giocatore importante per una squadra come l’Atalanta, il prossimo campionato potrebbe essere quello della definitiva consacrazione a Bergamo.