Di uno si parla probabilmente troppo poco, dell’altro di più e il fatto viene fatto per come gioca in due posizioni diverse (sempre bene) è la conferma di come il suo acquisto sia stato uno dei più positivi della stagione.
Davide Zappacosta e Nicola Zalewski sono giocatori diversi, hanno età diverse (1992 e 2002, ben dieci anni di differenza) e anche una capacità di incidere sulle gare in modo molto diverso. Però, in questo momento, rappresentano entrambi una grande risorsa per Palladino e tutto il gruppo.
Il numero 77 di Sora ha iniziato la stagione come ultima scelta sugli esterni. Non bisogna dimenticarlo. Ma poi, prima con Juric e poi con Palladino, ha risposto alla grande. A sinistra come a destra, prima con Bellanova sulla fascia opposta e poi, visto l’infortunio del compagno, al suo posto. Non regala giocate che rubano gli occhi e strappano applausi, ma chi vede la partita, chi vive la sfida dagli spalti trova sempre tanti motivi per essere soddisfatto della sua prestazione.
L’esterno polacco, invece, nelle ultime partite aveva giocato nella posizione di Lookman, quindi da trequartista con De Ketelaere. Tornato il nigeriano e con Raspadori a disposizione, Zalewski contro il Parma è stato riportato sulla fascia mancina e ha dimostrato di essere prezioso anche lì. Oltre al rigore conquistato, ha fatto tante giocate offensive e diversi ripiegamenti difensivi di qualità.
Lui e Bernasconi sono giocatori differenti (banalmente, uno è mancino naturale e l’altro no), ma questo per l’allenatore significa solo avere più opzioni a disposizione, poter fare scelte diverse e quindi “adattarsi” all’avversario e alla partita. Una ricchezza per lui e per la Dea.