La profondità della rosa nerazzurra è un elemento decisivo per guardare avanti con fiducia. Per trovare forze nuove quando hai bisogno di sostenere gli impegni al massimo delle tue possibilità.
L’Atalanta ha qualche giocatore che ancora non ha inciso come si sperava e il lavoro quotidiano (magari anche il mercato) può aiutare a cambiare le cose. Di certo, contro la Roma sono arrivati segnali molto importanti da chi magari ci si attendeva meno ed è stata una bella conferma: le qualità ci sono. In ogni reparto.
Giorgio Scalvini ha firmato il gol vittoria e fornito una prestazione molto importante. Non era facile occuparsi di Dybala e proporsi anche in avanti con continuità, ma lui lo ha fatto con grande applicazione e, fino a quando i crampi non lo hanno fermato, è stato uno dei migliori. A questo 2026, il prodotto del vivaio deve chiedere una cosa sola: di stare bene. Senza acciacchi e problemi a condizionarlo, un posto tra i titolari spesso sarà suo.
Anche Bernasconi ha fatto molto bene. Il ragazzo va ormai considerato una delle alternative primarie sulla fascia sinistra e vederlo anche protagonista in avanti (splendido il cross per il 2-0 annullato a Scamacca) è tanta roba.
Ultimo, ma non meno importante, Zalewski. Non è un esterno classico, ma di qualità, al punto che Palladino contro la Roma lo ha schierato al posto di Lookman e i risultati sono stati ottimi. Ha corso, lottato, messo qualità, s’è preso responsabilità e ha inciso sulla gara. Adesso anche lui si può considerare come una pedina preziosa, duttilità al servizio del gruppo.
Un gruppo che ha risorse e che può sopperire alle assenze (a proposito, Kolasinac è in dubbio per Bologna a causa di postumi distrattivi al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro) con la forza di chi lavora ogni giorno sebbene parta senza i “gradi” del titolare.