il più bravo contro il Verona è l’esterno di Sora, ma complessivamente ci sono tante prove positive in una squadra che ha grande bisogno di recuperare e che dopo Pasqua, a Lecce, continuerà la sua rincorsa all’Europa.

Carnesecchi 6,5: dopo un primo tempo da spettatore, al 49’ deve fare un balzo felino per mettere in angolo un cross velenoso di Belghali e all’80’ si rivede con un altro intervento in tuffo che dice di no al numero 16 ospite. Ancora una volta prezioso.
Scalvini 7: continua a giocare molto bene. Spesso lo vedi in anticipo, ma è la presenza nell’area di rigore avversaria alla ricerca del gol (prima del vantaggio di Zappacosta sfiora lui la rete) che certifica quanto stia crescendo.
Djimsiti 6,5: in mezzo all’area di rigore si fa rispettare, è bravo a non perdere mai le misure anche quando si sposta a sinistra e Hien si piazza centrale.
Kolasinac 6,5: ottima partita. Gioca più di posizione che sull’uomo e grazie all’esperienza è sempre nel posto giusto al momento giusto. Esce nel finale e ora andrà in Nazionale. Una certezza assoluta che sarebbe importante avere anche l’anno prossimo mentre Ahanor cresce. (76’ Hien 6: buon finale di gara al servizio dei compagni).

Zappacosta 7: il migliore in campo. Le due occasioni tra il 15’ e il 16’ nascono grazie a sue iniziative al cross, al 35’ si mette in proprio e dopo una respinta sul mancino di Scalvini è bravo a insaccare di sinistro la palla del vantaggio all’angolino. Anche la ripresa lo vede protagonista, si sarebbe meritato la convocazione di Gattuso.
Ederson 6: al 16’ arriva sul secondo palo per il mancino a colpo sicuro, ma trova a porta vuota Akpa Akpro a salvare. Prima e dopo, la sua prestazione è di sostanza contro un centrocampo come quello del Verona, che è in superiorità numerica ma non mette particolari pressioni. (63’ Pasalic 6: cambia posizione un paio di volte, ma ha il merito di non perdere mai il “contatto” con la partita. Soldatino).
De Roon 6,5: è il giorno della sua festa, emozione allo stato puro. Da professionista esemplare quale è, resta in campo quasi fino alla fine, combattendo su ogni pallone. Standing ovation clamorosamente meritata. (88’ Samardzic s.v.).
Bernasconi 6,5: solita partita di grande sostanza, altra conferma di quanto l’Atalanta abbia a disposizione su entrambe le fasce (a destra c’è Palestra) giovani interessanti e importanti per il presente e per il futuro.

De Ketelaere 6,5: prezioso, tecnicamente sempre sul pezzo e bravo a farsi trovare tra le linee dai compagni. Al 56’ manda nello spazio Krstovic con un assist al bacio, un lampo che meritava il gol. Esce nel finale, condizione da ritrovare. (76’ Musah 6: finale di gara al servizio del gruppo, sempre molto utile).
Zalewski 6: nel primo tempo è un po’ impreciso e non riesce a essere efficace, migliora dopo il riposo e si guadagna la sufficienza prima di lasciare il campo dopo circa un’ora di gioco. (63’ Raspadori 6: mezz’ora con tante corse ma senza squilli. Deve ritrovare il passo dei giorni migliori, ma solo giocando potrà farlo).
Krstovic 6,5: al 15’ impegna per la prima volta Montipò con un bel colpo di testa su cross di Zappacosta; bravo a liberare ancora il 77 quando al 16’ c’è occasione di Ederson. Lotta come un leone, al 56’ colpisce la traversa con un pallonetto dal limite lanciato da De Ketelaere: gol da fare, mezzo voto in meno.
Palladino 6,5: la squadra è stanca e la sosta è benedetta, perché dopo 18 partite in 64 giorni era difficile fare di più. Ora però l’Atalanta ha 50 punti (l’ha presa a novembre a quota 13), -4 dalla Juventus che è quinta e con la semifinale di Coppa Italia di ritorno da giocare. E +7 – che vale +8 – sulla Lazio ottava.