Asili nido e pasti: la consigliera di opposizione Ida Tentorio (FdI) chiede lumi attraverso un’interrogazione sulla recente ricerca della Uil, con focus proprio sul tema in cui Bergamo risultava tra le città più care, e la successiva comunicazione di Palafrizzoni in cui si indicava l’inclusione dei pasti nella tariffa dell’asilo nido.
«Perché così poco propagandata, tanto da indurre in errore l’Istat?»
Da una recente ricerca della Uil sulle tariffe degli asili nido e dei relativi pasti, Bergamo era risultata tra le dieci città più care. «I dati sono stati riverificati e confermati sia nei documenti di approvazione delle “rimodulazioni” delle tariffe, sia nella delibera di maggio 2025, relativa allo stesso argomento, sia nel sito internet del Comune, sia nella banca dati dell’Istat», scrive Tentorio.
«Dopo poco tempo a febbraio 2026, le pagine del sito comunale sono state modificate senza comunicazioni esplicative, con l’aggiunta della notizia che la tariffa di partecipazione all’asilo nido includeva i pasti. Ovviamente questa modifica è impossibile a posteriori sui documenti cartacei del gennaio 2025, quelli della delibera sottoposta all’approvazione del Consiglio».
Tentorio chiede, quindi, se l’agevolazione «fosse presente anche prima, e perché fosse così poco propagandata, tanto da indurre eventualmente (se già presente) in errore l’Istat, la Uil, i giornali locali, i consiglieri comunali, ma anche di conseguenza le famiglie che volessero studiare le tariffe per decidere se mandare il proprio figlio all’asilo nido».
Chiede inoltre «Se sia possibile avere una chiara tabella che evidenzi di chi gode oggi di questa agevolazione, in funzione dell’età del bambino, delle fasce Isee, dell’eventuale part-time» e se «ci sia una spiegazione credibile del perché i costi per bambino sostenuti a Bergamo apparentemente siano tanto superiori a quelli di città comparabili (a titolo esemplificativo Brescia, come dimostravamo un anno fa)».