In via Serio

A Seriate i residenti insorgono: «Quell’antenna di 30 metri è troppo vicina alle nostre case»

La costruirà Iliad, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Al parere negativo di Comune e Parco del Serio, il Tar ha dato ragione alla società

A Seriate i residenti insorgono: «Quell’antenna di 30 metri è troppo vicina alle nostre case»

Un palo poligonale in metallo alto trenta metri, con sei antenne e tre parabole, su una base tecnica di cinque metri quadrati in cui verranno collocati gli impianti per le trasmissioni. È questo il progetto che Iliad ha in programma per quel terreno di via Serio, a Seriate, dove da circa una settimana sono spuntate ruspe e recinti. Un cantiere, al momento fermato dal Comune per via di alcune difformità con il progetto esecutivo, a cui i residenti sono fortemente contrari: non tanto per il progetto in sé, ma perché l’antenna, ribadiscono, è troppo vicina alle case, che distano appena una decina di metri. Proprio nei giorni scorsi amministrazione, con il sindaco Gabriele Cortesi e l’assessore all’Ambiente Ester Pedrini, il dirigente all’edilizia Domenico Leo e abitanti si sono incontrati per fare il punto di un nodo difficile da sciogliere.

Ci sono stati due incontri con il Comune per trovare un’area alternativa

Tutto è iniziato nell’ottobre 2024, come riporta Corriere Bergamo, quando Iliad Italia Spa ha chiesto l’autorizzazione per costruire la tanto discussa antenna su un terreno privato (poi acquistato dalla società), inserito in un territorio “sottoposto a vincolo paesaggistico”, secondo il Pgt. Le commissioni per il paesaggio di Comune e Parco del Serio avevano espresso il loro parere negativo sull’opera, annullato però da una sentenza del Tar di Brescia del giugno 2025, cui la società di telecomunicazioni aveva presentato ricorso.

«Il Comune – hanno lamentato i residenti al quotidiano – ci ha detto che era in contatto con Iliad per trovato un sito alternativo a questo dove posizionare l’antenna. Ci siamo fidati. Martedì sono spuntate le ruspe». Dagli atti della sentenza del Tribunale, emerge tuttavia come l’amministrazione abbia effettivamente cercato di trovare una quadra con la società: ci sono infatti stati due incontri, uno a gennaio e uno ad aprile 2025 (dopo il diniego dell’amministrazione e del Parco del Serio), con un sopralluogo, per individuare proprio una posizione «più consona rispetto al contesto paesaggistico».

«Monitoriamo con attenzione l’evolversi della situazione – ha spiegato il sindaco Gabriele Cortesi al quotidiano -. Siamo in presenza di norme che agevolano, purtroppo, queste installazioni. Ma stiamo agendo mettendo al centro la tutela della salute dei cittadini, nel rispetto dell’interesse collettivo». Non pervenuti, invece, gli atti dei procedimenti portati avanti dal Parco del Serio, richiesti dal  Tar. La cui sentenza è stata chiara: il fatto che l’area individuata da Iliad sia sottoposta a vincolo paesaggistico «non costituisce impedimento assoluto alla realizzazione di opere di urbanizzazione», stazioni radio base comprese.

Gli impianti di telecomunicazione, ha poi aggiunto il Tribunale, «sono ormai una componente necessaria del paesaggio». Il provvedimento a cui Iliad aveva presentato ricorso, chiarisce il Tar, «non espone in concreto alcun profilo di incompatibilità del progetto con il contesto territoriale, né tantomeno indirizza la ricorrente verso soluzioni costruttive innovative, limitandosi a proporre per l’antenna una collocazione alternativa». Nel frattempo, i cittadini si stanno muovendo per raccogliere firme di altri residenti contrari alla realizzazione dell’opera, che – tra l’altro – disterebbe appena 300 metri da un’altra antenna, come sottolineato anche da Arpa.