Attualità
la lettera di una lettrice

Abita in via Pitentino e non trova mai posto nelle strisce gialle. La Polizia locale: «Parcheggi altrove»

In zona vige la rimozione forzata, ma non viene mai applicata. L'amarezza di una residente per le risposte ricevute dagli agenti

Abita in via Pitentino e non trova mai posto nelle strisce gialle. La Polizia locale: «Parcheggi altrove»
Attualità Bergamo, 09 Aprile 2022 ore 11:19

Chi abita in via Pitentino, o comunque nelle vicinanze del Palazzetto dello Sport, ha un problema: ogni volta che il PalaAgnelli ospita una partita di pallavolo o lo stadio un match dell’Atalanta, ma anche quando viene organizzata una qualsiasi altra manifestazione, i posti auto riservati ai residenti si riempiono e, chi ne avrebbe diritto, non sa dove posteggiare.

E tutto ciò nonostante in zona sia in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata. Una norma che, in teoria, dovrebbe fungere da deterrente e, nei casi estremi, servire a liberare i posti auto occupati abusivamente, ma che nella pratica non viene quasi mai messa in atto dalla Polizia locale. Di fatto, legittimando chiunque a posteggiare dove non potrebbe, sapendo che tanto, alla peggio, quel che dovrà fare sarà pagare un verbale di poche decine di euro.

«Il massimo che viene fatto è una multa di circa 30 euro che non risolve il problema, che si ripresenta ciclicamente ad ogni manifestazione – ci segnala una lettrice, in possesso del contrassegno per parcheggiare nei posti dei residenti -. Fatta più volte notare questa incoerenza, tra la cartellonistica di divieto di sosta e rimozione forzata e l'effettiva sanzione, mi sono sentita ripetere dagli agenti della polizia locale di turno che non possono farci nulla, perché il carroattrezzi della città è solo uno e viene tenuto per le emergenze. Penso che sarebbe sufficiente rimuovere un'auto una tantum per far girare la voce ed evitare la problematica, forse però i soldi delle multe fanno comodo? Se così fosse io, da cittadina residente, mi sentirei presa in giro non solo nel pagare regolarmente il tagliando per residenti, ma anche le tasse al Comune di Bergamo».

A lasciare con l’amaro in bocca questa residente, però, non è soltanto la violazione reiterata di un suo diritto, ma soprattutto le risposte degli agenti quando ha fatto notare il proprio disagio. Frasi che abbatterebbero la fiducia nelle istituzioni di qualsiasi persona. «Mi sono sentita più volte dire frasi del tipo: "Deve cercare parcheggio da un'altra parte"; non chi parcheggia lì senza averne il diritto? - si domanda la residente -. "Deve essere contenta che ci siano manifestazioni di carattere internazionale"; certo che sono felice del respiro internazionale della mia città ma questo è un discorso diverso e dopo 11 ore fuori casa non è normale avere l'incubo di aspettare 40 minuti per parcheggiare l'auto. "Voi residenti vi lamentate sempre ma pagate poco per occupare suolo pubblico"; non sono io a fare i prezzi e, comunque, pago sempre di più di quelli che parcheggiano senza essere residenti».

«Insomma - sottolinea ancora -, anche chi personifica la legge e la dovrebbe difendere non sta dalla parte del giusto e, personalmente, mi chiedo come possa sentirmi rappresentata da istituzioni che ragionano in questo modo e a cui mi devo giustificare per poter esercitare un mio diritto. Sia ben chiaro, non mi sto lamentando perché non trovo parcheggio ma perché il parcheggio dove potrei lasciare l'auto è sistematicamente occupato da chi non ha il diritto di parcheggiare lì».

«Sappiamo bene che vengono rilasciati più tagliandi di quelli che sono i posti disponibili e sono ben cosciente che, per quello che paghiamo (circa 120 euro l'anno), non posso pretendere di avere il posto assicurato – conclude la nostra lettrice -. Se i posteggi fossero sempre occupati da chi ha un tagliando per i residenti non avrei mai sollevato la questione e accetterei di parcheggiare altrove. Quello che invece non accetto è chi, avallato nei fatti e nelle parole dalla pubblica istituzione, in piena libertà calpesta un diritto altrui. Sono consapevole che stiamo parlando di un diritto meno rilevante di tanti altri che vengono quotidianamente violati, soprattutto in questo momento storico di conflitti, ma sono anche sicura che è dal rispetto di queste piccolezze che la società potrà diventare migliore».

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