È guerra

Acqua termale di San Pellegrino: il futuro passa dal tribunale

Alla scadenza del termine della concessione, la Provincia sarebbe orientata a procedere con la pubblicazione di un nuovo bando per l'assegnazione della gestione. Ma...

Acqua termale di San Pellegrino: il futuro passa dal tribunale

Recentemente si è aperto un diverbio tra la Provincia di Bergamo e la proprietà del centro termale di San Pellegrino sul futuro della concessione dell’acqua utilizzata da QC Terme. Dopo la scadenza del titolo concessorio e la successiva proroga, le parti si trovano ora su posizioni contrapposte riguardo alla gestione futura della risorsa.

Concessione scaduta e ipotesi nuovo bando

La concessione per l’utilizzo dell’acqua termale è scaduta lo scorso dicembre ed era stata prorogata per un anno. Alla scadenza del termine, la Provincia sarebbe orientata a procedere con la pubblicazione di un nuovo bando per l’assegnazione della gestione.

Una prospettiva contestata dalla proprietà delle terme, rappresentata da Sp Resort, società del gruppo Percassi partecipata dal gruppo francese Paribas, che sostiene invece il diritto al rinnovo della concessione.

Il richiamo agli accordi del 2016

Secondo Sp Resort, il rinnovo sarebbe previsto dagli accordi sottoscritti nel 2016 nell’ambito del progetto di rilancio di San Pellegrino Terme. La società richiama infatti un decreto del presidente della Regione Lombardia collegato all’accordo di programma siglato con Provincia e Comune, nel quale sarebbe contenuto l’impegno a rinnovare la concessione a favore della stessa società.

Una posizione condivisa anche dal Comune di San Pellegrino Terme, che ritiene valido quanto previsto dagli accordi sottoscritti dieci anni fa e sostiene la tesi del rinnovo della concessione trentennale.

La decisione passa al Tribunale amministrativo

A dirimere la controversia sarà ora il Tribunale amministrativo, chiamato a stabilire se la concessione debba essere rinnovata a Sp Resort oppure se sia necessario procedere con una gara pubblica.

Nel secondo caso potrebbero entrare in gioco anche altre società interessate alla gestione della concessione, pur non essendo attualmente coinvolte nella gestione del complesso termale.