La richiesta dei sindaci

Aeroporto di Orio al Serio, tutto quel rumore val bene una tassa (ed è quello che si chiede a Regione)

I quindici paesi intorno allo scalo chiedono alla Regione di istituire il balzello che serve a opere per mitigare l’inquinamento acustico

Aeroporto di Orio al Serio, tutto quel rumore val bene una tassa (ed è quello che si chiede a Regione)

Una tassa sul rumore? Non è una cattiva idea e dovrebbero pagarla non soltanto gli aerei, ma tutti i veicoli che superano certe soglie sonore che non soltanto recano fastidio ai cittadini, ma che diventano anche una minaccia per la salute: ci sono strade della città dove l’inquinamento acustico è paragonabile a quello sofferto in certe zone attorno all’aeroporto di Orio al Serio.

Ma, per ora, l’idea riguarda soltanto gli aeroplani e gli aeroporti. Se ne è parlato lunedì 9 marzo nella sala consiliare di Orio al Serio: il sindaco del paese, Alessandro Colletta, ha riunito le Amministrazioni coinvolte dal denominatore comune della rumorosità dei voli per la prima volta dal 2024. Al tavolo sono arrivati tutti i paesi tranne Grumello del Monte.

Un coordinamento per fare il punto della situazione riguardo all’inquinamento sonoro, e non soltanto sonoro, che è legato alle attività aeroportuali. All’ordine del giorno la questione della tassa, la situazione dei voli notturni, l’indagine epidemiologica in atto per cercare di verificare eventuali effetti dannosi dati dall’attività dello scalo bergamasco sui cittadini.

Quella della tassa sul rumore non rappresenta una semplice idea, ma l’applicazione in Lombardia di una normativa che già esiste, l’Iresa (Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili), e che è già applicata in diverse regioni come Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Campania.

I rappresentanti dei Comuni riuniti a Orio al Serio hanno approvato un documento che è stato mandato ai rappresentanti bergamaschi in Regione: chiedono che la tassa venga introdotta anche in Lombardia. Non si tratta di cifre astronomiche, in pratica sarebbero circa venti, trenta centesimi a passeggero, che, moltiplicati per diciassette milioni di viaggiatori può significare circa cinque milioni di euro, che dovrebbero venire distribuiti ai Comuni per realizzare opere a favore dell’ambiente e alla sopportazione del rumore: quindi dalle alberature, alle barriere fonoassorbenti, ai serramenti specifici antirumore (…)

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