L'altra faccia

Aeroporto di Orio, lo sfogo di un lavoratore: «Ok i record, ma noi siamo sempre gli stessi»

Un addetto alla sicurezza lamenta ritmi di lavoro sempre più pesanti: «Sacbo si compiace per i risultati, ma hanno pensato alle conseguenze?»

Aeroporto di Orio, lo sfogo di un lavoratore: «Ok i record, ma noi siamo sempre gli stessi»
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di Marta Belotti

«Nell’ultimo mio turno domenicale, in una sola giornata, ci sono stati 159 voli. Un signor numero. E questa estate arriveremo anche a duecento. La situazione, che è già insostenibile, continuerà a peggiorare»: sono queste le parole di un addetto alla sicurezza dell’aeroporto di Orio al Serio, che in sei anni di lavoro non aveva mai visto tanti voli in una sola giornata. Neanche prima del Covid.

Il suo compito è quello di presidiare i varchi di accesso allo scalo, fare il controllo bagagli e, se necessario, persone. Un lavoro che «io trovo molto interessante e vario, perché in un turno fai sempre cose diverse, ma che qui a Orio è diventato insostenibile per varie ragioni: lo stress, le ore lavorative che non bastano mai e la convinzione che la situazione andrà sempre peggiorando».

La questione di fondo sta sempre lì, dove si è incentrata quando nel post pandemia lo scalo ha iniziato una corsa alla crescita esponenziale: va bene l’espansione, ma a che prezzo?

159 voli in una giornata, calcolate le fasce (teoriche) senza movimenti, significa una media di 9,4 voli all’ora. Il che, come raccontato dall’addetto alla sicurezza, si traduce in «code anche fino al bar degli arrivi»: parliamo di circa un’ora e mezza di attesa. Che per un lavoratore come lui significano ore e ore di stress, in scacco tra due fuochi.

Da una parte, infatti, c’è la Sacbo, che gestisce l’aeroporto, che preme perché i controlli vengano fatti agilmente e senza soluzione di continuità per garantire agli utenti un servizio veloce; dall’altra c’è la Polizia Aeroportuale, che esige massima accuratezza e precisione. «E poi si aggiunge un terzo fattore, ovvero i passeggeri arrabbiati, che naturalmente si sfogano su di noi».

Una fatica mentale e anche fisica (...)

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