A un anno dal lancio della campagna nazionale “Mobilità sicura”, promossa con lo scopo di rafforzare la prevenzione sulle strade italiane, marzo sarà il mese del bilancio complessivo dell’iniziativa. Nel frattempo, nel territorio della provincia di Bergamo, i numeri dell’anno scorso hanno mostrato un dato al quanto preoccupante: infatti le vittime della strada sono aumentate rispetto all’anno precedente, con 67 morti complessivi contro i 56 del 2024.
Bilancio 2025: 11 vittime in più
Secondo il quadro elaborato dall’Associazione familiari vittime della strada, le vittime bergamasche o residenti in provincia sono state 46 (37 nel 2024). A queste si aggiungono anche 13 residenti in provincia deceduti fuori territorio (7 nel 2024) e 8 persone residenti altrove ma morte in incidenti avvenuti sulle strade bergamasche (12 nel 2024).
Il totale porta a 67 vittime tra strade provinciali e bergamaschi deceduti fuori provincia: undici morti in più in un solo anno.
Il mese più tragico è stato luglio, con 10 decessi, seguito da 8 a giugno. Le fasce orarie più critiche risultano quelle tra le 6 e le 12 e tra le 12 e le 18, entrambe con 19 vittime. I giorni più funesti sono stati il venerdì e la domenica, con 12 morti ciascuno.
La fascia d’età maggiormente colpita è quella tra i 46 e i 65 anni, con 26 decessi. Le auto si confermano il mezzo più coinvolto (30 vittime), seguite da moto e scooter (19). Sul fronte del genere, 45 uomini e 14 donne hanno perso la vita.
L’appello: «Metter testa alla strada»
A commentare i dati è Ivan Carminati, presidente dell’Associazione bergamasca familiari vittime della strada, da anni impegnato in un’intensa attività di sensibilizzazione. Il richiamo è netto: serve maggiore rispetto delle norme del Codice e soprattutto meno distrazioni alla guida.
«Quando ci si mette in strada, da pedoni e ancor più alla guida di un mezzo a motore, non sono consentite distrazioni, in particolare con i telefonini» – ribadisce.
Messaggistica e uso del navigatore restano tra i comportamenti più pericolosi. L’utilizzo del cellulare alla guida comporta il ritiro della patente da 15 giorni a due mesi, con sanzioni aggravate in caso di recidiva. Lo stesso messaggio è rilanciato anche dall’Automobile Club d’Italia: “Metter testa alla strada” è lo slogan sostenuto per Aci dal campione mondiale di motociclismo Giacomo Agostini.
Il dibattito sugli autovelox
Sul fronte della sicurezza stradale ha fatto discutere l’ipotesi, riportata dal Corriere della Sera, di una possibile riduzione del numero di autovelox presenti in Italia. Una prospettiva che ha acceso il confronto pubblico.
In una newsletter intitolata “Whatever it takes”, l’editorialista Federico Fubini ha parlato di una «ecatombe quotidiana nel traffico», definendo l’eventuale rimozione di molti dispositivi di controllo come un segnale di “populismo stradale”. Significativo il titolo del suo intervento: “Strage nelle strade, Italia tra i peggiori. Ma noi togliamo gli autovelox (e nessuno se ne cura)”.
L’impegno dell’Aci sul territorio
Il presidente dell’Aci di Bergamo e della Lombardia, Valerio Bettoni, ha confermato la volontà di proseguire nel solco tracciato da “Mobilità Sicura”, con cui l’Automobile Club è stato particolarmente attivo sul territorio.
L’obiettivo resta quello di rafforzare l’azione educativa e preventiva, soprattutto nelle scuole superiori, dove da anni vengono organizzati incontri rivolti agli studenti prossimi alla patente. In programma anche un’intensificazione delle attività informative con il coinvolgimento di specialisti e operatori del settore.
Il messaggio resta uno solo: la sicurezza stradale passa prima di tutto dalla responsabilità individuale. Metterci testa può davvero fare la differenza.