Il cantiere per la riqualificazione dell’ex Sacro Cuore di Bergamo è ormai in evidente ritardo rispetto al cronoprogramma: le scadenze, nonostante le ripetute promesse sia dell’Amministrazione che della Redo Sgr, la società che sta effettuando i lavori (la stessa della Montelungo), non sono state rispettate e quindi adesso la questione è stata portata, ancora una volta, in Consiglio comunale.
La differenza è che, in quest’occasione, si domanda al Comune di rispondere, dopo tre mesi d’attesa, alle interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia su stato dei lavori e provvedimenti nei confronti di Redo, oltre che le eventuali dimissioni, in assenza di spiegazioni chiare, dell’assessore competente, Francesco Valesini. L’ordine del giorno, a prima firma di Ida Tentorio (FdI) e sottoscritto anche da Arrigo Tremaglia, Cristina Laganà, Filippo Bianchi e da Alessandro Carrara, è stato presentato ieri (giovedì 8 gennaio) a Palazzo Frizzoni.
Lavori in ritardo (ancora)
Nel documento viene spiegato, con relazione allegata e corredata di foto recenti, che gli interventi sono in forte ritardo. Al mancato rispetto della scadenza del 30 settembre per la consegna del primo lotto, con un’interrogazione della consigliera Tentorio a ottobre, il 25 di quel mese Redo aveva dichiarato, su L’Eco di Bergamo, che nido e materna sarebbero stati consegnati al Comune, mentre la Casa di comunità all’Asst Papa Giovanni XXIII, a fine dicembre 2025. La stessa proroga spiegata da Valesini nel rispondere a una precedente interrogazione dell’opposizione ad agosto.
Tuttavia, gli scatti mostrano un quadro ben diverso: al 31 di dicembre i lavori nei locali sembrano lontani dall’essere conclusi. «Ora Valesini parla dei primi mesi del 2026 – ha commentato Tentorio -. Per forza, ci sono al lavoro pochi operai, ormai è impossibile recuperare il tempo perduto, non si possono fare miracoli. Anche se qualcuno era al lavoro, casco giallo in testa, anche il giorno di Natale. Ma il cantiere appare ancora per aria».
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La chiusura del cantiere, in realtà, era originariamente fissata addirittura al 30 maggio 2025, per poter consegnare i locali a fine settembre. I lavori erano iniziati il primo luglio 2024, dovevano durare undici mesi. Oggi ne sono passati più di sedici: questo, per la consigliera FdI, significa che il ritardo nelle tempistiche non è del 3 per cento, da settembre a dicembre, come dichiarato dalla Redo, bensì di oltre il 45 per cento.
I dubbi sulla seconda perizia
Il tutto, a fronte del fatto che Palazzo Frizzoni ha sborsato alla società privata almeno già il 67 per cento della cifra stabilita, cioè cinque milioni e mezzo di euro, su un totale di otto milioni e duecentomila euro. Valore oggetto di contrattazione con Redo, dopo che una seconda perizia del 4 marzo 2024 (la prima era del 7 luglio 2023) aveva rivalutato il prezzo dell’immobile da sette milioni e 850mila euro a nove milioni e 150mila euro, con la cifra lievitata in modo significativo.
Questo secondo calcoli presentati come «scientifici» dall’assessore Valesini, mentre per Tentorio sarebbe frutto di dubbi meccanismi, quali la moltiplicazione dei parametri per un coefficiente di 0,96, quando a luglio 2023 era di 0,73, il passaggio del costo di progettazione e direzione lavori dal 13 per cento al 19,5 per cento, il rapporto costi di ristrutturazione-nuova costruzione dall’84 per cento al 90 per cento.
«Insomma, un pezzettino qui, un pezzettino là, il prezzo lievita, mentre il mercato intorno rimane assolutamente stabile – va avanti Tentorio -. Il risultato non è trascurabile, salta fuori un mezzo milione di euro, ma non basta, ci vuole qualche idea brillante». Per lei, in tal senso andrebbe la rivalutazione dei lavori dei giardini pubblici attigui (definiti poi «parco secolare»), passati da 76.722 euro per la sola costruzione di un parcheggio, a un ricalcolo nella seconda perizia che aggiunge 257.750 euro per un aumento su carta dei metri acquistati (frutto di una divisione in aree di pertinenza esclusiva).
Ai quali si aggiungono 450mila euro per lavori che Redo dovrebbe teoricamente fare nell’area verde, ma che in realtà, per la consigliera FdI, non farà, perché ora il parco è occupato dalle attrezzature da cantiere e, quando sgomberato, passerà direttamente al Comune. Il quale provvederà poi di tasca propria a effettuare quegli interventi. Ecco dunque, sommate tutte queste cifre, perché si arriva all’aumento del valore totale del complesso, nella seconda perizia, di un milione e duecentomila euro. Valore a cui poi si è appunto applicato lo “sconto”.
«Soldi spesi per non avere nulla»
«Abbiamo pagato ben di più del ragionevole, sono state inventate due perizie, con il 24 per cento di aumento tra l’una e l’altra in otto mesi – ha proseguito la consigliera FdI -. Sono state date risposte contraddittorie ed elusive, o addirittura nulle, ad interrogazioni e ordini del giorno, abbiamo già pagato i due terzi e non abbiamo in mano ancora niente, con i ritardi che non sono mai stati anticipati dall’assessore».
Per questo, l’opposizione ha chiesto alla Giunta una relazione sui motivi dei ritardi e sulle anomalie, di rispondere alle interrogazioni sull’argomento del 13 e 24 ottobre 2025 e di fornire un nuovo cronoprogramma. Ha domandato inoltre se siano state imposte penali alla Redo per il mancato rispetto degli accordi, di rendere disponibili tutti i documenti necessari e vuole, nel caso di una mancanza di spiegazioni, il passo indietro dell’assessore Valesini. Da ultimo, ha chiesto l’istituzione di una Commissione sulle vicende della Montelungo, altro cantiere seguito dalla Redo, che pure ha dato parecchi problemi.