Adesione vicina al 90% allo sciopero degli autisti dipendenti di Arriva che si è svolto nella mattinata odierna sul piazzale dell’autostazione di Bergamo con un presidio. Lo rendono noto i sindacati.
Una partecipazione che, sempre secondo le organizzazioni sindacali, conferma la portata delle criticità denunciate nel settore del trasporto pubblico nel capoluogo orobico. La mobilitazione di 24 ore punta ad ottenere risposte su orari di lavoro, retribuzioni, premi e sicurezza. Le organizzazioni sindacali attendono ora un segnale dalla direzione aziendale e avvertono: «Senza una ripresa concreta della trattativa, la protesta potrebbe proseguire».
Molta adesione e la posizione dei sindacati
A fare il punto sono stati Paolo Turani, Pasquale Salvatore, Adriano Villa e Antonio Chimirri, in rappresentanza di: Filt-Cgil; Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal Bergamo. «I problemi denunciati sono stati particolarmente sentiti» hanno sottolineato i rappresentanti sindacali, commentando la partecipazione alla giornata di sciopero.
Per i sindacati, il risultato di oggi «costituisce un segnale chiaro rivolto all’azienda e rafforza la richiesta di un confronto sulle questioni ancora aperte. Lo scopo è arrivare ad un riscontro in tempi brevi, così da interrompere l’mobilitazione e individuare soluzioni condivise».
Orari, stipendi e sicurezza al centro della vertenza
Tra i temi sollevati gli orari di lavoro, giudicati inadeguati insieme alle retribuzioni, il mancato avanzamento del confronto sul secondo livello contrattuale e i primi di risultato. A questi si aggiunge anche la sicurezza, indicata come un altro punto rilevante della vertenza.
In base a quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, gli argomenti su cui aprire un dialogo non mancano e ci sarebbero margini per raggiungere possibili intese.
«Trattativa o la mobilitazione continua»
I sindacati hanno chiesto alla direzione di Arriva Italia di farsi sentire e avviare un confronto concreto sulle richieste avanzate da lavoratori: «Nella trattativa con Arriva ci sono tanti spazi nei quali cercare intese» – hanno affermato i rappresentanti delle quattro sigle ribadendo la disponibilità a proseguire il dialogo. In assenza di risposte utili, tuttavia, la mobilitazione sembrerebbe destinata a continuare.
I presidio di oggi ha rappresentato un passo significativo nella vertenza del trasporto pubblico bergamasco. Adesso rimane da capire se l’azienda aprirà un confronto in grado di rispondere alle richieste dei dipendenti e scongiurare nuove iniziative di protesta.