Un progetto da rivedere

Autostrada Bergamo-Treviglio, il ministero frena: chiesti chiarimenti, modifiche e più tutele ambientali

Da Roma si evidenziano le valutazioni fatte con Pgt vecchi e la non corretta valutazione delle alternative. Dubbi pure sul traffico

Autostrada Bergamo-Treviglio, il ministero frena: chiesti chiarimenti, modifiche e più tutele ambientali

Non è un via libera, tutt’altro. Dal ministero dell’Ambiente arrivano richieste pesanti di chiarimenti, integrazioni documentali e modifiche progettuali per l’autostrada Bergamo-Treviglio, attualmente sottoposta alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via).

Dopo l’analisi delle numerose osservazioni presentate da Regione Lombardia, Comuni, associazioni, parchi, fondazioni e privati, la Commissione tecnica di Verifica dell’impatto ambientale e Vas ha trasmesso a Concessioni autostrade lombarde (Cal) un documento di ben cinquanta pagine, inviato per conoscenza a tutti gli enti coinvolti.

Da rivalutare con gli strumenti attuali

Il primo nodo, come riportato oggi (venerdì 9 gennaio) da L’Eco di Bergamo, riguarda gli aspetti procedurali e di pianificazione. Secondo il ministero, l’infrastruttura dovrà essere valutata alla luce degli strumenti urbanistici attualmente vigenti, e non facendo riferimento a Pgt superati, come segnalato da più osservazioni. Viene inoltre richiesta un’analisi approfondita della relazione costi-benefici, tenendo conto dei flussi di traffico reali e di un elemento non secondario: l’autostrada non collegherà la Tangenziale sud di Bergamo con la Pedemontana (A36), come previsto nel progetto originario approvato in Conferenza dei servizi, ma solo con la Brebemi (A35).

Le alternative progettuali

Le richieste si fanno ancora più stringenti sul fronte delle alternative progettuali. Nel documento viene evidenziata la carenza di una comparazione completa tra le diverse ipotesi di tracciato. In particolare, l’”alternativa zero”, ovvero la scelta di non realizzare l’opera, è stata valutata solo sotto il profilo delle emissioni inquinanti e acustiche, senza una vera analisi ambientale complessiva. Da qui la richiesta di estendere anche a questa opzione una valutazione omogenea, così da dimostrare che la soluzione proposta sia davvero quella a minore impatto.

Il ministero chiede inoltre di prendere in considerazione tracciati alternativi che non interferiscano con aree agricole, cascine storiche ed elementi di pregio ambientale e paesaggistico, come i Plis della Gera d’Adda, del rio Morla e delle Rogge, la Valle del Lupo a Treviglio e l’Oasi Renova Park di Pontirolo. Viene anche domandato di motivare in modo puntuale la scelta di realizzare l’asse stradale in trincea, anziché adottare soluzioni diverse.

Le osservazioni ambientali

Numerose le osservazioni anche su atmosfera e clima, ambito per il quale la documentazione è giudicata non esaustiva: in questo caso le richieste di integrazione sono ben 31. Sul fronte dell’ambiente idrico, le integrazioni richieste sono 15 e includono uno studio sul possibile aumento del rischio idrogeologico, soprattutto nell’area compresa tra Levate e Dalmine, classificata a rischio alluvionale medio-alto.

Per quanto riguarda suolo e sottosuolo, viene chiesto di dettagliare non solo le superfici agricole sottratte, ma anche le tipologie colturali coinvolte, così da valutare con maggiore precisione l’entità della perdita. Sul tema della biodiversità, il ministero è netto: le misure di mitigazione e compensazione previste risultano insufficienti e devono essere rafforzate.

Lo studio del traffico

Criticità emergono anche sullo studio del traffico: viene chiesto di approfondire l’attrattività reale dell’opera rispetto alla viabilità locale, considerando pedaggi, infrastrutture concorrenti e trasporto pubblico. Infine, sotto osservazione finiscono anche i piani di monitoraggio, giudicati carenti sia per il clima acustico sia per il controllo di suolo, acque e atmosfera durante tutte le fasi di cantiere.

Un quadro complesso che, di fatto, rimette in discussione l’intero progetto e apre a una fase di approfondimenti decisiva per il futuro dell’autostrada.