«Il fenomeno delle baby gang? Tutte le iniziative assunte a livello di riunioni tecniche e di coordinamento delle forze di polizia hanno portato a una situazione complessivamente accettabile e positiva». Parole del prefetto Luca Rotondi, rilasciate in un’intervista a L’Eco di Bergamo il 16 dicembre.
Meno di una settimana dopo, è stata l’attualità a smentire quelle dichiarazioni: tra il 18 e il 19 dicembre, ben otto ragazzini sono stati rapinati in città da una baby gang armata di spray urticante. Un 19enne, accusato di essere uno degli autori delle aggressioni, è stato arrestato. Era già noto alle autorità per numerosi precedenti: solo dalla scorsa estate aveva già inanellato tre denunce per rapina, una per furto e ben nove per violazione del foglio di via. Nonostante ciò (e la richiesta del carcere da parte del pm), il gip gli ha concesso gli arresti domiciliari. Una decisione che, comprensibilmente, il padre di uno dei ragazzini aggrediti non riesce a comprendere, come ha detto in un’intervista al Corriere Bergamo.
La “trasferta” a Milano
Arrivavano dalla nostra provincia anche i quattro giovanissimi che la sera del 21 dicembre, in corso Buenos Aires a Milano, hanno aggredito un quindicenne che stava andando a fare un aperitivo insieme a degli amici. Lo hanno accerchiato e, minacciandolo, si sono fatti dare cellulare, giubbotto, felpa, scarpe, pantaloni e cintura.
Non contenti, gli hanno poi chiesto di telefonare al padre affinché ricaricasse la carta prepagata che aveva con sé e potesse poi dar loro i soldi. È stato proprio il genitore a dare l’allarme e consentire l’intervento delle forze dell’ordine.
L’unico maggiorenne del gruppo, un ventenne tunisino con residenza al dormitorio del Galgario di Bergamo, è finito a San Vittore. Nella banda anche un 17enne di origine siriana residente a Gorle, un 16enne di origine marocchina di Scanzo (entrambi con precedenti per rapina ed estorsione) e una 15enne residente a Bergamo (anche lei con già diversi precedenti) di cui i genitori avevano denunciato la scomparsa quella stessa mattina. I tre minori sono stati portati al Beccaria di Milano.
Un fenomeno reale
Fatti diversi, ma storie simili, con al centro vittime e carnefici giovanissimi. E la Bergamasca, purtroppo, sempre protagonista. Altro che «situazione complessivamente accettabile e positiva», come detto dal prefetto.
Tant’è che il questore Andrea Valentino, seppur già con la valigia in mano (da inizio anno, dopo un anno e nove mesi in via Noli, è all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), sabato 27 dicembre, in occasione della presentazione del bilancio di fine anno dell’attività della polizia di Stato, s’è visto costretto a parlare del tema delle baby gang, ammettendo di come si tratti di «un fenomeno da non trascurare» e da arginare «con una presenza continua». Eppure anche lui, in un’intervista rilasciata a Bergamonews a inizio dicembre, aveva descritto una situazione tranquilla e sotto controllo.
Il 27 dicembre, Valentino ha provato a chiarire l’apparente incongruenza (…)