Il vescovo Francesco Beschi è diventato cittadino onorario di Bergamo. Il riconoscimento, conferitogli ieri (lunedì 19 ottobre) dal Consiglio comunale, celebra il legame costruito in diciassette anni di servizio pastorale e di partecipazione alla vita della comunità. Nel suo discorso, Beschi ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e ha colto l’occasione per rilanciare un appello alla fraternità, alla solidarietà e all’attenzione verso le persone più fragili.
Diciassette anni di legame con la città
«Dal primo giorno del mio servizio, mi sono sentito cittadino di Bergamo», ha riferito Beschi. Questo uno dei passaggi centrali del discorso con cui il Vescovo ha accolto il titolo onorario, ricordando il suo ingresso in Diocesi il 15 marzo 2009 e la collaborazione con le diverse Amministrazioni comunali.
Beschi ha rivolto un pensiero riconoscente ai sindaci che si sono succeduti nel corso del suo episcopato: Roberto Bruni, Franco Tentorio e Giorgio Gori. Un percorso nel quale il rapporto con le istituzioni e con i cittadini ha rappresentato un elemento fondamentale, nella convinzione che la fede e l’impegno della Chiesa possano contribuire alla costruzione del bene comune.
Una città dal volto umano e solidale
Ripercorrendo gli anni trascorsi a Bergamo, il vescovo ha richiamato alcuni momenti significativi della storia cittadina, dalla peregrinazione delle spoglie di Papa Giovanni XXIII alla condivisione delle difficoltà durante la pandemia Coronavirus. Ha ricordato anche le visite alle strutture sanitarie, al carcere e ai presidi della solidarietà, oltre alle iniziative realizzate a sostegno delle persone più vulnerabili. «Esperienze diverse che testimoniano la collaborazione tra comunità ecclesiale, istituzioni e mondo associativo. Lo scopo è preservare una città capace di mettere al centro le relazioni umane, senza lasciare che i cambiamenti sociali ed economici alimentino indifferenza e disuguaglianze», ha spiegato il vescovo.
Giovani, inclusione e speranza per il futuro
Un’attenzione particolare è stata dedicata alle nuove generazioni e alle persone più esposte alle difficoltà. Per il vescovo la crescita della città non può essere misurata solo attraverso lo sviluppo, ma deve tradursi in condizioni di vita dignitose per tutti a partire dai poveri, dai fragili e da chi rischia di essere dimenticato.
«Invito la comunità a coltivare un’unità capace di valorizzare le differenze e di coinvolgere cittadini di ogni età e condizione», ha affermato Beschi, sottolineando che si tratta di un impegno che richiede educazione, solidarietà concreta e scelte condivise, senza delegare ad altri la responsabilità verso il prossimo.
In seguito ha anche ricordato la partecipazione alla recente “Manifestazione della Speranza”, interpretandola come un segnale positivo di coinvolgimento collettivo: «La speranza – ha sottolineato – non può fermarsi ad un sentimento, ma deve tradursi in decisioni e azioni capaci di costruire il futuro».
Santa Maria Maggiore, simbolo dell’identità bergamasca
Tra le immagini che sono state evocate dal vescovo, un posto speciale è riservato alla Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta. Non solo un monumento storico e artistico, ma un simbolo del rapporto tra Bergamo, la Chiesa e il tessuto sociale. La Basilica, nelle parole di Beschi, rappresenta una testimonianza di collaborazione e solidarietà, capace di unire valori condivisi e impegno concreto. Un’immagine che riassume il modello di comunità auspicato per la città: aperta, accogliente e attenta alla dignità di ogni persona.
Beschi: «Continuerò ad amarvi»
Il conferimento della cittadinanza onoraria assume un significato particolare anche in vista del prossimo trasferimento della residenza del vescovo in un altro Comune. Quindi, dopo diciassette anni, il legame con il capoluogo orobico continuerà oltre la permanenza in città. Concludendo Beschi ha espresso tutto il proprio affetto per la comunità che lo ha accolto: «Ho amato questa città, ho amato i suoi cittadini. Continuerò ad amarvi».
Le parole della sindaca Carnevali

A dedicare qualche parola a Beschi è stata la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, la quale ha detto: «Per il profondo legame costruito con Bergamo negli anni di episcopato e per il servizio svolto con passione, ascolto e attenzione al bene comune. Per aver posto al centro del suo ministero la dignità della persona, la cura dei più fragili, la solidarietà e la pace, contribuendo alla costruzione di un’autentica concordia nella comunità cittadina».