Commenti su: Bergamo dice addio all’ostello di Monterosso. Per lui un futuro… a caro prezzo

Cacasenno

Teo inizia tu ad opporti tu, se sei padre o lo sarai. Ti titererai addosso tutte le sfighe.

Cacasenno

Caro Giambellinone ,pensa ai condomini dell'interland milanese, quindici piani, Israele ti ha già mostrato come si abbattono in un istante.....costo:noleggio di un aereo ed esplosivo "intelligente". Ricostruzione a basso impatto ambientale.

Cacasenno

Si è cancellata ogni etica, i poveri puzzano e sporcano, i soldi permettono tutto e per averne di più si passa sopra a tutto, vengono eletti ai governi leader ricchissimi perché sono bravi e sanno amministrare bene.

Cacasenno

Caro Giambellinone purtroppo bisogna scegliere tra il sistema "torri di Zingonia " o il sistema collaudato "Gaza".

gianbellinone

"Dopo essersi insediata, la direzione rilevò infatti che le condizioni in cui si trovava l’edificio rendevano impossibile iniziare l’attività. E i lavori necessari per sistemare tutto non erano certo di poco conto: sarebbero serviti 900 mila euro, su per giù. Soldi che via Tasso non aveva e che non ha mai messo. Così eccoci arrivati a oggi." Ne sarebbero serviti quasi un milione di euro: Solo manutenzione straordinaria a carico della proprietà? oppure magari 200.000 (un quinto per la straordinaria ) e tre quinti per le opere di manutenzione ordinaria negli anni passati a carico dell'inquilino? Prima di vendere per una misera cifra sarebbe opportuno che chi ne ha il dovere esaminasse la perizia che ha stabilito le condizioni dell'edificio, le opere necessarie e la valutazione del rapporto fra costi e benefici per la proprietà. Questa situazione richiama il caso delle "Torri" di Zingonia espropriate e demolite perchè qualcuno non pagava le spese condominiali e non si poteva fare manutenzione. Questo mi fa paura perchè oggi in un gran numero di condomini sono presenti casi di personaggi che non pagano e non vorrei che qualcuno intervenisse con l'esproprio degli edifici e con la demolizione con conseguente area all'asta da acquisire a poco prezzo e conseguente riqualificazione con qualche grattacielino in deroga...

Fresh

Una città come Bergamo senza un ostello della gioventù. Forse perché i turisti giovani che non possono pagare 16 euro una taragna non fanno gola a nessuno

Lock Huttle

....se è nelle condizioni di degrado attuali, qualche responsabilità va cercata nei gestori e nella mancata manutenzione per tutti questi anni... è colpa di chi???
Il risultato è che ne faranno uno studentato (si spera) a prezzi improponibili per studenti senza supporto familiare...

Massimiliano

Obbligano a fare dei vincoli ma voglioso un botto di soldi era un posto che con poco dormivi in aiuto a molte persone in difficoltà ora così c'è solo da vergognarsi

Marcello

È finita per sempre la stagione del "Pubblico" che si fa carico di gestire strutture, che nelle sue mani diventano voragini di debiti e fulgidi esempi di inefficienza. Per fortuna, perché quei debiti poi li paghiamo tutti noi (almeno quelli che pagano le tasse).

Cacasenno

La provincia cerca soldi per stipendi di un'orda di esuberi.

Teo

Sempre più una città per soli ricchi, errore che pagheranno le generazioni future

Paolo

Anche se la giunta è cambiata tutto era già stato scritto con la scusa della mancanza di risorse . Ma gli enti pubblici (Provincia) sapendo che un ostello può generare ricchezza non può investire soldi? O interviene solo dove sicuramente sarà un fallimento???

Alberto

@Paolo: è un po' difficile pensare che Gandolfi sia nelle condizioni di mantenere la promessa, visto che nel frattempo è cambiato il presidente della Provincia!
Citofonare Gafforelli...

Paolo

Il problema sono i politici alla Gandolfi che promettono senza mantenere le promesse. L ostello deve restare spazio pubblico con prezzi onesti di alloggio e non favorire privati speculatori

Cacasenno

Una proprietà comune viene venduta a privati, è così che si impoverisce il paese. La chiesa non vende mai, magari affitta per 80 anni, con particolari vincoli, ma non vende così non si impoverisce.

RC

Grave perdita. La fine di un’epoca