Attualità
L'allarme

Caldo e siccità: in Bergamasca non mancano solo i funghi, non c'è vita nel sottobosco

In Val Brembana non c'è ombra di porcini, finferli e chiodini. L'esperto Pierino Bigoni: carenza di piogge, ambiente arido come mai prima

Caldo e siccità: in Bergamasca non mancano solo i funghi, non c'è vita nel sottobosco
Attualità Val Brembana e Imagna, 13 Agosto 2022 ore 07:01

di Giambattista Gherardi

«Sai che ti dico? Non è una questione di annata buona o annata magra, ma una questione ben più grave: il bosco è letteralmente morto». A parlare in modo netto è Aldo Ruffinoni di Moio de’ Calvi, in Alta Val Brembana, esperto di boschi e sentieri. Uno di quelli che i fungaioli dilettanti seguono di soppiatto sui social, pronti a carpire la foto galeotta di qualche bel porcino per partire alla caccia di qualche esemplare.

Purtroppo quest’anno nemmeno l’ombra di porcini, finferli e chiodini, al punto che Aldo per mostrare qualcosa è ricorso sui social a un “ricordo” di una decina di anni fa.

«Ho voluto raggiungere le pendici di Torcola - racconta in sella alla moto da trial - per verificare se davvero qualcosa si stesse muovendo, ma la stagione è completamente ferma. Noi fungaioli siamo abituati all’alternanza di annate più o meno favorevoli, ma a far rabbrividire è la situazione complessiva. Nel sottobosco nulla indica un minimo di vitalità: né funghi, né piccoli animali, né pianticelle o altro. La siccità e le temperature torride hanno colpito pesante: non sono uomo di scienza, ma qui l’impressione è che davvero il colpo sia stato troppo duro».

Un’analisi ampiamente sovrapponibile a quella di Pierino Bigoni, responsabile scientifico dell’Associazione Micologica Bresadola di Villa d’Ogna, fondata nel 1976 e dedicata (sede nazionale a Trento) al micologo don Giacomo Bresadola. Nei giorni dell’annuale e gettonatissima Mostra del Fungo (tenutasi nel borgo della Val Seriana il 6 e 7 agosto scorsi) Bigoni e soci hanno faticato a proporre l’esaustiva carrellata di varietà.

Un miraggio per i fungaioli: un boletus edulis (foto di Pierino Bigoni)

«Un’edizione completamente diversa rispetto a tutte le precedenti - ha sottolineato Bigoni - perché, pur avendo passato al setaccio molti boschi dell’Alta Valle, abbiamo trovato pochissime specie. Negli anni passati la Mostra aveva una durata di due settimane e riuscivamo ad aprirla con un centinaio di esemplari, incrementandone poi il numero in pochi giorni».

Sotto i portici del municipio necessariamente limitata quindi l’esposizione di funghi freschi, utilmente affiancati dalle creazioni a tema (con i materiali più diversi) di Adriano Beretta e Amalia Bergamaschi. A farla da padroni nelle piacevoli chiacchierate dei visitatori sono stati comunque il clima e il meteo, che hanno stravolto l’ecosistema. «Le betulle e i carpini - ha aggiunto Bigoni - hanno già iniziato a ingiallirsi, lasciando cadere al suolo molte foglie. (...)

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