Da un estremo all’altro. Dalla Piazza Vecchia verde al centro di polemiche per l’invadenza degli allestimenti, alla Piazza Vecchia “verdina” in cui le opere dei “Maestri del paesaggio” si notano appena, o quasi. Tanto che i turisti si domandano se quello non sia davvero l’aspetto originale.
Quanto ai bergamaschi (detto per inciso, quei pochi che riescono ad arrivare lassù), si sa, sono incontentabili. E vai ad azzeccargliela.
Eppure, osservando la Piazza Vecchia edizione 2026 si ha la sensazione che stavolta gli organizzatori del Landscape Festival abbiano voluto stare un passo indietro, per evitare le critiche piovute abbondantemente (e talvolta a ragione) negli anni scorsi.
Il risultato è che la manifestazione sembra aver abbandonato i connotati nazional-popolari degli inizi, per trasformarsi in un evento esclusivo per specialisti e addetti ai lavori. Con l’intento, neanche tanto velato, di fare di Bergamo la capitale europea del paesaggio, intesa come centro europeo di formazione di nuove professionalità del settore, ben oltre il progetto originario.
Insomma Arketipos, l’associazione culturale – nata nel 2011 da un’idea di Maurizio Vegini e dal 2021 guidata dal presidente Vittorio Rodeschini – punta in alto. Nei giorni scorsi (…)