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Che ne sarà dell’ex Tastex? Ceci: «Si parla di un progetto di recupero, a cui manca il via libera del Comune»

Il consigliere di Forza Italia parla dell'edificio abbandonato ormai da quindici anni, e del possibile soggetto interessato all'acquisto

Che ne sarà dell’ex Tastex? Ceci: «Si parla di un progetto di recupero, a cui manca il via libera del Comune»

Se fino a dieci anni fa si vociferava fosse in procinto di trasformarsi in una moschea, oggi l’ex Tastex di via Ghislandi risulta – a quindici anni dalla cessata attività – ancora senza uno scopo, più e più volte vandalizzato, in condizioni di degrado. Che ne sarà di lui? E del presunto progetto di recupero da approvare? È quello che si chiede il consigliere comunale Giulia Ceci (Forza Italia) in una recente interrogazione.

Esiste un progetto di riqualificazione?

«Il complesso industriale ex Tastex di via Ghislandi ha rappresentato per oltre quarant’anni uno dei principali poli del commercio tessile all’ingrosso della Bergamasca – scrive Ceci nell’interrogazione -. L’attività è cessata da circa quindici anni e, da allora, l’edificio di rilevante valore architettonico resta inutilizzato».

«Nel corso degli anni il complesso è stato oggetto di ripetuti atti vandalici, con distruzione degli impianti, asportazione di materiali (in particolare rame), danneggiamenti strutturali e occupazioni abusive. L’immobile versa oggi in condizioni di degrado, con evidenti criticità sotto il profilo della sicurezza urbana, igienico-sanitaria e del decoro».

Esisterebbe in realtà, scrive il consigliere, un soggetto interessato all’acquisto, con tanto di progetto di recupero già predisposto. «Ma l’intervento sarebbe attualmente in attesa del via libera dell’amministrazione comunale».

È proprio in merito a questo progetto che il consigliere chiede lumi a Palafrizzoni: se risulti effettivamente depositata una proposta di acquisizione o un progetto di riqualificazione e quale sia lo stato dell’istruttoria; quali siano le ragioni che impedirebbero il rilascio del via libera dell’intervento; se l’attuale destinazione urbanistica dell’area consenta forme di riconversione funzionale oppure se si renda necessaria una variante al Pgt.

Ceci chiede, inoltre, «se l’amministrazione abbia avviato un confronto con la proprietà ed eventuali investitori al fine di individuare una soluzione condivisa che consenta la rigenerazione dell’area nel rispetto dell’interesse pubblico, quali misure siano state adottate negli ultimi anni per garantire la sicurezza dell’immobile, se intenda inserire l’area tra gli ambi prioritari di rigenerazione urbana».

E, infine, «quali siano i tempi prevedibili entro cui l’amministrazione ritiene di poter fornire un indirizzo chiaro e definitivo sul futuro del complesso».