Città Alta

Direzione Parking Fara: Berlanda difende il varco della discordia a Porta San Lorenzo

Il giorno di Pasquetta code infinite per salire dal centro ai posteggi sulle Mura. L’assessore cerca una soluzione, ma piovono critiche

Direzione Parking Fara: Berlanda difende il varco della discordia a Porta San Lorenzo

Metti insieme un giorno di festa e un meteo quasi estivo, e il gioco è fatto: lunedì 6 aprile, migliaia di persone si sono riversate a Bergamo per la tradizionale gita fuori porta (in alcuni casi, trattandosi di bergamaschi, letteralmente fuori dalla porta di casa) di Pasquetta. Meta più ambita, manco a dirlo, Città Alta.

Risultato: sin dalla mattinata code lunghissime lungo viale Vittorio Emanuele, tra centro e porta Sant’Agostino, unica via di accesso ai parcheggi sulle Mura, in primis il Parking Fara. E con così tante auto, praticamente l’intera viabilità cittadina è andata in tilt. Oltre al danno, la beffa: molti automobilisti, avendoci messo più di mezz’ora per percorrere il tratto tra l’ingresso del varco Ztl e i parcheggi, sono stati multati. Del resto, la regola è chiara.

La proposta di Berlanda

Quel serpentone di mezzi, immobili o quasi, ha riacceso il dibattito sulla costruzione del parcheggio alla Fara. Il quale, se da un lato ha permesso – in parte – lo “svuotamento” del borgo di Città Alta dalle auto, dall’altro ha, secondo alcuni, acuito il problema del caos viabilistico a ridosso delle Mura patrimonio Unesco. Anche perché i pannelli informativi posizionati lungo la strada che porta a Sant’Agostino e indicanti i posti ancora disponibili nei parcheggi non sembrano sortire il risultato sperato.

È a fronte di tutto questo che l’assessore alla Mobilità, Marco Berlanda, dalle pagine de L’Eco, ha aperto alla possibilità di aprire un secondo varco Ztl di accesso ai parcheggi: Porta San Lorenzo, salendo da Valverde. Un modo per togliere pressione al centro e a Porta Sant’Agostino in giornate di forte afflusso, come è stato il lunedì dell’Angelo.

Le critiche alla proposta

Una proposta, quella dell’assessore, che però ha trovato ben pochi seguaci. Anzi, ha riacceso la polemica. In molti, infatti, hanno sottolineato (in particolare sui social) i tanti punti deboli, se non addirittura il controsenso, di questa ipotesi. Innanzitutto (…)

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