La lettera

«Dopo 30 anni da pendolare ne ho viste di tutti i colori, a Trenord non importa nulla di noi viaggiatori»

Una donna racconta di quanto sia stanca dei continui disservizi e guasti sui convogli della linea Bergamo-Milano

«Dopo 30 anni da pendolare ne ho viste di tutti i colori, a Trenord non importa nulla di noi viaggiatori»

Da oltre trent’anni viaggia sulla tratta Bergamo-Milano e ne ha viste «di tutti i colori». In una lettera inviata ieri (giovedì 18 dicembre) alla redazione, una pendolare Trenord denuncia guasti, cancellazioni, stazioni poco accessibili e cantieri aperti, da Bergamo a Sesto San Giovanni.

Un quadro critico, che appare paradossale alla vigilia delle Olimpiadi invernali e alimenta i timori per la chiusura del ponte sull’Adda nel 2030, così come per nuovi disagi in futuro. Emblematico, a tal proposito, il racconto di quanto successo un paio di giorni prima, a causa del guasto a un convoglio, con una recidiva il giorno successivo.

Il guasto al convoglio

«Nella giornata di martedì 16 dicembre mi appresto a prendere, a Sesto San Giovanni, il mio consueto treno 25863, che parte alle 17.31 da Milano Garibaldi. Il treno arriva stranamente in orario a Sesto, ma, mentre è in avvicinamento, la app di Trenord mi segnala un guasto a Paderno Robbiate. Ovviamente in stazione non viene fatto nessun annuncio in merito, quindi, mi confronto con altri pendolari e decidiamo di salire sul treno, nella speranza che, nel mentre, i tecnici risolvano il guasto. Del resto, con Trenord, ogni lasciata è persa, come si suol dire.

Arrivati nella stazione di Carnate, il capotreno annuncia che il treno avrebbe terminato lì la corsa e che avremmo potuto prendere il treno successivo 25865, con partenza da Milano Porta Garibaldi alle ore 18.01. Peccato che quel treno era già previsto in soppressione dalle quattro del pomeriggio e tutti noi pendolari muniti di app lo sapevamo, ma, a quanto pare, il capotreno non era stato avvisato. Evidentemente i canali ufficiali di comunicazione di Trenord sono più lenti e meno aggiornati della app di Trenord stessa. Semplicemente assurdo».

Lei e gli altri passeggeri sono stati fatti scendere dal treno sotto una pioggia battente, costretti ad attendere al buio e al freddo la riparazione di un guasto, senza assistenza e senza possibilità di rientrare a casa dopo la giornata di lavoro o studio. I viaggiatori hanno quindi deciso autonomamente come muoversi, rinunciando all’aiuto di Trenord: hanno preso un treno per Lecco da Carnate, sono scesi a Calolziocorte e da lì hanno raggiunto Ponte San Pietro con la coincidenza delle 19.22, arrivando intorno alle 20, dopo tre ore di viaggio.

Peggio è andata a chi era diretto a Paderno, Calusco e Terno, rimasto senza alternative e costretto ad attendere fino alle 20.10 il primo treno utile da Milano, con rientro a casa solo alle 21.

La replica del giorno dopo

«Bene, stanchi morti, arrabbiati e delusi per la situazione, il giorno successivo siamo comunque in pista sui treni all’alba e già partiamo di nuovo male, poiché il 25822 delle 6.30, non parte da Ponte San Pietro ma da Carnate, per un guasto al treno. Un altro viaggio saltato.

Si arriva quindi alla sera, sempre più stanchi dei disservizi subiti da Trenord, e di nuovo ci si appresta a prendere il consueto treno 25863 delle 17.31 da Milano Garibaldi. Anche qui non partiamo bene, poiché il treno è annunciato con un ritardo di dieci minuti per “un guasto al treno”. Tuttavia il treno arriva, saliamo un po’ illusi un po’ preoccupati e poi si ferma a Monza per “motore in avaria”, come annunciato dal capotreno.

Minuti di incertezza, si riaccende il treno, forse riparte, ma non c’è nessun ulteriore annuncio. I pendolari di lungo corso, come me, si catapultano su un altro binario dove sta arrivando il treno delle 18.01 per Ponte San Pietro in una calca paurosa. La maggior parte della gente però, in mancanza di informazioni, rimane sul treno guasto: di questi pendolari, non conosciamo il destino.

Lo sanno anche i sassi che il tipo di treno che viene utilizzato per la corsa delle 17.31 ha più anni della Repubblica italiana, ma perché Trenord si ostina a utilizzarlo? […] La verità è che dei pendolari della via Carnate (e anche della via Treviglio) non importa niente a nessuno, tantomeno a Trenord. A tutto ciò noi pendolari non troviamo nessuna adeguata attenzione da parte delle istituzioni e, tanto meno, soluzioni da parte di Trenord o Rfi».