Due anatre uccise a fucilate nel parco Roggia Fontanone a Barbata: si cercano i colpevoli
È accaduto a Barbata: i volontari hanno ritrovato i corpicini senza vita nel lago. Il sindaco: «Ho presentato denuncia alla polizia locale»

Due anatre, che vivevano nel parco naturalistico di Roggia Fontanone a Barbata, sono state uccise a fucilate da ignoti: si tratta dell'ennesimo atto vandalico ai danni dell'area. Sabato 8 marzo a trovare i due corpicini, lasciati a galleggiare nell'acqua, sono stati i volontari.
Già a febbraio i primi atti vandalici nei confronti degli animali
L'area verde è stata aperta meno di un anno fa: il parco Roggia Fontanone, che si trova poco lontano dal centro commerciale di Antegnate, ha infatti aperto ufficialmente a settembre 2024, in seguito a un'importante opera di riqualificazione. Al suo interno sono state quindi allestiti un'area giochi, un museo all'aperto, diverse panchine e delle casette per i volatili.
Qui vivono oche e anatre, a due passi dal laghetto. A occuparsene sono i volontari, che però già a febbraio - come riportano i colleghi di PrimaTreviglio - avevano iniziato a notare atti vandalici nei confronti degli animali. Più precisamente, come aveva scritto il sindaco Vincenzo Trapattoni, alcune persone erano state viste lungo la pista ciclopedonale Antegnate - Barbata a colpire con calci e pallonate le anatre.
Allora, il primo cittadino aveva invitato «a denunciare gli ignoranti: assicuro che se li beccheremo faranno la stessa fine a calci nel sedere. Maltrattare gli animali è reato penale». Un monito che, tuttavia, non è bastato a fermare gli incivili e la situazione si è aggravata ancor più, fino all'uccisione di due animali, che sono stati presi a fucilate e lasciati nel laghetto.
Alla notizia, il sindaco Trapattoni ha scritto sulla propria pagina Facebook: «Due anatre uccise a fucilate: vergogna!». Ha poi aggiunto: «Quanto successo è intollerabile e non dovrà più accadere. Ho presentato denuncia alla polizia locale che ha già iniziato le indagini per risalire all'identità dei responsabili».