I dati

Fine vita, a Bergamo 643 testamenti biologici depositati dall'approvazione della legge

Nel capoluogo risulta una Disposizione anticipata di trattamento ogni 158 abitanti, la Lombardia decima a livello nazionale

Fine vita, a Bergamo 643 testamenti biologici depositati dall'approvazione della legge
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La Lombardia si distingue nella classifica nazionale per i testamenti biologici depositati dall'approvazione della legge, con una media di uno ogni 175 maggiorenni nel 2023, posizionandosi al decimo posto tra le regioni italiane più attive. Tra le città lombarde, spiccano Milano, Varese, Brescia, Cremona e anche Bergamo, con 643 Dat (Disposizioni anticipate di trattamento) depositate, ovvero una ogni 158 abitanti.

I numeri, forniti tramite una dashboard resa disponibile dall'Associazione Luca Coscioni (si può trovare a questo link), comprendono anche gli altri comuni della nostra provincia, fornendo sia il numero totale di testamenti biologici depositati in quel territorio, che il rapporto rispetto alla popolazione maggiorenne che vi risiede.

La raccolta dati dell'associazione

In mancanza di una relazione del Ministero, l'associazione ha promosso un accesso agli atti ai Comuni italiani, per chiedere quante sono state ricevute dall'entrata in vigore della legge dal 2017 a oggi e quante di queste sono state trasferite alla Banca dati nazionale. L’iniziativa, che segue una precedente indagine condotta nel 2022, è tuttora in corso e mira a fornire aggiornamenti sull’applicazione della legge sul testamento biologico nel corso del 2023. «A Bergamo - hanno spiegato dall'ente - emerge una crescente attenzione al tema, contribuendo alla posizione di rilievo della Lombardia».

Complessivamente, in Italia i Comuni che hanno risposto ad almeno una delle due indagini sono stati 6.097, ossia il 77,2 per cento del totale del Paese, con 4.533 enti che hanno fornito, come richiesto, un aggiornamento sui dati al 31 dicembre 2023. Più in generale, sono 230.940 le Dat che risultano depositate nei 6.096 Comuni, ciò significa una ogni 191 maggiorenni. A queste, vanno aggiunte quelle dei Comuni che non hanno risposto e quelle depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, a cui l'associazione non ha accesso.

Le considerazioni sull'applicazione della legge

Il 90,4 per cento di queste sono state correttamente inserite all’interno della Banca Dati Nazionale, mentre il 9,6 per cento dovevano essere ancora inserite nel momento in cui i Comuni (5.845) hanno fornito i dati. I capoluoghi di provincia con più Dat in proporzione alla popolazione maggiorenne residente sono Varese (una ogni 86 abitanti) e Pesaro (una ogni 99) e nei Comuni che hanno fornito l’aggiornamento si riscontra un aumento del 52,5 per cento delle Dat depositate rispetto all’anno precedente.

«Anche sul testamento biologico siamo costretti a sostituirci allo Stato nel fornire informazioni e servizi alla persona a causa dell'inazione delle istituzioni - hanno dichiarato la segretaria nazionale dell'associazione, Filomena Galli, e il tesoriere, Marco Cappato -. Questo è ciò che accade sul tema dell'aiuto medico alla morte volontaria, rispetto al quale, nell'inerzia del Parlamento, sarà la Corte costituzionale a dover intervenire nei prossimi giorni per chiarire i confini del diritto esistenti, e siamo noi dell'Associazione Luca Coscioni a dover aiutare le persone che chiedono di interrompere una condizione di vera e propria tortura».

L'associazione ha denunciato inoltre come, a livello istituzionale, non sia mai stata condotta alcuna campagna informativa sul tema: «Particolarmente gravi i dati che abbiamo ottenuto circa il mancato inserimento delle Dat nella Banca dati nazionale. A una persona su dieci tra quelle che hanno l'hanno depositata, senza questo inserimento non è garantito il rapido rispetto delle proprie volontà. Un malfunzionamento dovuto alla mancata formazione del personale da parte dei Ministeri competenti».

Il Numero bianco

Da oggi e per una settimana una équipe di medici, tra i quali il dottor Mario Riccio, anestesista che aiutò Piergiorgio Welby a morire e che curò la parte tecnica del primo suicidio medicalmente assistito in Italia, rafforzeranno il team di volontari del “Numero Bianco” (06\99313409) rispondendo a tutte le domande dei cittadini sulle Dat.

Anche a questo servizio dell’Associazione Luca Coscioni sono aumentate le richieste di informazioni sul fine vita: negli ultimi dodici mesi sono state 15.559, con una media di 43 al giorno e un aumento del 28 per cento rispetto al 2022. Di quelle dell'anno passato, 3.302 sono stati gli scambi di informazioni su eutanasia e suicidio medicalmente assistito (+43 per cento) e 823 quelli sull’interruzione delle terapie e la sedazione palliativa profonda (+27 per cento).

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