A Bergamo e provincia la discussione sul fine vita passa anche attraverso 911 firme. Sono le persone che hanno aderito alla campagna “Liberi Subito”, la proposta di legge regionale di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e depositata oggi al Consiglio regionale della Lombardia, dove sono arrivate complessivamente 17.384 sottoscrizioni.
Sul territorio bergamasco sono state raccolte 744 firme attraverso 11 tavoli. Un risultato che, secondo i promotori, ha coinvolto una parte significativa della provincia: le adesioni arrivano infatti da 123 dei 243 Comuni bergamaschi, pari al 51 per cento del territorio provinciale.
Tra chi ha sostenuto la campagna ci sono anche amministratori e rappresentanti delle istituzioni locali. Tra questi la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, insieme a consiglieri comunali.
La proposta interviene sul piano dell’organizzazione sanitaria regionale. L’obiettivo dichiarato è stabilire procedure e tempi per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, senza introdurre nuovi diritti rispetto a quelli già individuati dalla Corte costituzionale.
Il percorso lombardo, però, arriva dopo un primo tentativo rimasto fermo. Nel gennaio 2024 erano state depositate 8.181 firme. Nel novembre dello stesso anno il Consiglio regionale aveva però approvato una questione pregiudiziale di costituzionalità, bloccando la discussione della proposta sulla base della tesi secondo cui la materia sarebbe stata riservata alla competenza statale.
Nel frattempo è intervenuta la Corte costituzionale. Con la sentenza 204 del 2025, relativa alla legge toscana sul suicidio medicalmente assistito, la Consulta ha riconosciuto che le Regioni possono intervenire sugli aspetti organizzativi e procedurali della sanità regionale, purché restino all’interno dei principi stabiliti dalla legislazione statale e dalle precedenti sentenze della Corte. La stessa pronuncia ha però dichiarato incostituzionali alcune specifiche disposizioni della legge toscana. È sulla base di questo quadro che nel 2026 l’Associazione Luca Coscioni ha rilanciato la raccolta firme in Lombardia, arrivando al nuovo deposito della proposta.
«Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società», dichiarano Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’associazione e del comitato promotore. I promotori chiedono che le procedure non dipendano dalle scelte delle amministrazioni del momento, ma siano definite attraverso «regole chiare e condivise», a tutela delle persone coinvolte e degli operatori sanitari.
Adesso la palla passa al Consiglio regionale. Entro 15 giorni dal deposito, prorogabili di altri dieci, l’Ufficio di Presidenza dovrà esprimersi sull’ammissibilità della proposta. Se il testo sarà dichiarato ammissibile, verrà assegnato alla commissione consiliare competente. Al termine dell’esame dovrà arrivare in aula per la discussione e il voto; in ogni caso, secondo le procedure previste, l’assegnazione all’aula dovrà avvenire entro nove mesi dall’assegnazione del testo alla commissione.